Modena ovest, due quartieri “liberati” dalla ferrovia
Chiude la linea storica. I treni passeranno su nuovi binari. Muzzarelli: «Madonnina e Villaggio Artigiano cambieranno volto»
Per il traffico ferroviario modenese la notte tra il 29 e il 30 novembre rappresenterà la chiusura di un'era centenaria, anche se per chi sale in treno in stazione nulla cambia.
In quella data avverrà il passaggio dell'ultimo treno sulla cosiddetta "linea storica", ossia quella che ancora oggi attraversa il centro di Modena correndo per un tratto di alcuni chilometri parallela a via Emilia Ovest e "tagliandola" all'altezza del cavalcavia Madonnina. Tra poco più di un mese questi binari, utilizzati dai treni tra Modena e Milano, verranno dismessi e i convogli di passaggio alla stazione di piazza Dante transiteranno per i nuovi binari costruiti qualche centinaio di metri più lontano da Modena, nei pressi di quelli dell'alta velocità.
L'annuncio della "rivoluzione" ferroviaria modenese l'ha dato ieri il sindaco Gian Carlo Muzzarelli: «Dismettendo quel tratto di ferrovia, riconquistiamo un pezzo di città, unendo il quartieri Madonnina e Villaggio Artigiano al resto di Modena. In questo modo arriva a compimento la programmazione assunta alla metà degli anni Novanta, quando le amministrazione locali, nell'ambito degli accordi sull'Alta velocità, definirono con lungimiranza una serie di interventi da realizzare sul territorio tra i quali, appunto, la sostituzione della linea storica. Senza per questo rinunciare alla stazione, mantenuta in centro». Le infrastrutture costruite negli ultimi anni permettono oggi di dislocare il traffico ferroviario in uscita e in entrata dalla stazione Fs sulle nuove linee, poste più a nord non lontane da quella che porta in direzione Verona. Ieri Sitta e oggi Muzzarelli parlano di "ricucitura" dei quartieri Madonnina e Villaggio artigiano nati a ridosso della ferrovia, area densamente abitata che ha sempre rappresentato una cesura con il centro: si apre insomma la possibilità di riqualificare i due quartieri e soprattutto di immaginare da un lato un più agevole accesso al cimitero di S.Cataldo e dall'altro di immaginare nuovi spazi residenziali, del terziario e del verde nei pressi del vecchio tracciato largo 15-20 metri.
Resta “in lavorazione” un'altra importante parte della annunciata rivoluzione ferroviaria, il nuovo scalo merci di Marzaglia, ormai pressoché trasferito dagli enormi spazi di viale Monte Kosica. Contestualmente al superamento della linea storica si sta infatti compiendo questa operazione che sarà terminata il 30 marzo del 2015. Nel frattempo il Comune realizzerà una rotatoria su via Emilia per consentire l'accesso al nuovo scalo che, in prospettiva, sarà collegato al sistema autostradale grazie al primo stralcio della Bretella Campogalliano – Sassuolo. «In centro - spiega il sindaco - si libera un’area importante per la riqualificazione di quella zona, spazi già indicati per la realizzazione della stazione intermodale. Naturalmente su questo punto servirà una riflessione ulteriore per individuare altre funzioni strategiche per la città e una progettualità all'altezza delle aspettative. Intano abbiamo concordato con Rfi la manutenzione della stazione ferroviaria e la chiusura notturna della zona dello scalo, onde evitare, come segnalato da diversi cittadini, che possa diventare un’area di degrado».
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