Fusione: no di Reggio, entra Ferrara
Ormai esplicita la posizione contraria del reggiano Severi mentre il collega Maiarelli non vuole legarsi alla Romagna
La nascita di Confindustria Emilia, la fusione fra le associazioni industriali di Bologna, Modena e Reggio Emilia, veniva da tempo ritenuta scontata, o quanto meno altamente probabile in attesa che procedesse l’iter inevitabilmente complesso. Da una parte sono però arrivati segnali negativi da fonte reggiana e dall’altra indicazioni diverse dall’area ferrarese, dove Unindustria Ferrara, in tema di aggregazioni, ha più volte fatto sapere di gradire molto più quella con Bologna e la parte emiliana piuttosto che quella con le consorelle romagnole.
Ora, a chiarire senza ombra di dubbio la situazione, arriva una dichiarazione di Mauro Severi, presidente degli industriali di Reggio Emilia: «Per il momento - ha detto Severi - crediamo più che a una fusione a una messa in rete dei servizi e delle attività svolte dalle singole associazioni».
Parole che tendono a escludere l'ipotesi di una fusione con Modena e Bologna.
A Ferrara da pochi mesi alla guida di Unindustria si è insediato Riccardo Maiarelli, imprenditore informatico già presidente della Fondazione Carife: un doppio ruolo che gli assegna pesanti responsabilità.
E Maiarelli, succeduto a Riccardo Fava, ha immediatamente assunto l’impegno per l’aggregazione fra le realtà industriali della regione ponendosi di fronte all’esigenza di scegliere se unirsi alle associazioni della via Emilia o della Romagna. Nel mondo confindustriale nessuno nega più l’esigenza di razionalizzare la struttura organizzativa e soprattutto di tagliare i costi in misura considerevole. D’altra parte un input inequivocabile in questo senso è da tempo arrivato dai vertici nazionali e a livello regionale sono in atto incontri e confronti per risolvere i tanti quesiti determinati dai processi di aggregazione.
Tra Modena e Bologna già durante la presidenza di Pietro Ferrari era emerso il feeling fra le due realtà oltre alle rispettive volontà di dare vita a Confindustria Emilia. Anche Valter Caiumi, successore di Ferrari, ha proseguito il proprio lavoro lungo la linea direttrice tracciata da Ferrari. Ma ora per Modena e Bologna sta prendendo corpo un vero e proprio cambio di partner: dalla futura Confindustria Emilia, ammesso ma non concesso che la nuova aggregazione possa mantenere questa denominazione, esce Reggio Emilia ed entra Ferrara. A breve termine dalle sedi confindustriali interessate potrebbero arrivare conferme in questa direzione, sempre più probabili alla luce delle posizioni contrarie ormai lampanti assunte da Severi, espressione del grande potere di Maramotti e Max Mara, nei confronti dell’aggregazione con Modena e Bologna.
In ogni caso è ovvio che la dimensione della nuova aggregazione rimarrà di primo piano.
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