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La pelle secondo “10sei0otto”: modernità allo stato primordiale

di Maria Vittoria Melchioni
La pelle secondo “10sei0otto”: modernità allo stato primordiale

I mirandolesi Tiziano Rillo e Paolo Barelli dal 2009 portano avanti una filosofia di nicchia in un brand Un successo sempre più internazionale consacrato dall’apprezzamento di tante star del rock

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MODENA. Un’avanguardia primitiva. È questo l’ossimoro che riassume in due parole la filosofia di “10sei0otto” (Dieciseizerootto) brand di Mirandola che fa della ricerca e dell’artigianalità il suo punto di forza. Completamente prodotto in Italia,nasce nel 2009, quasi per gioco, dall’incontro tra Tiziano Rillo e Paolo Barelli. «Ho sempre lavorato nel mondo della moda - racconta Tiziano - e un giorno mi è venuta l’idea di realizzare cinque giubbottini da uomo e cinque da donna. Paolo, la cui famiglia da tanti anni è al comando di una importante azienda di lavorazione della pelle, ha realizzato i modelli. Una volta avuti i capi, ho iniziato a girare per showroom e boutique per proporli, fin quando un amico rappresentante mi ha chiesto di poterli presentare ai suoi clienti. Dall’Emilia siamo arrivati nel Triveneto e da lì è iniziata la nostra conquista dei retail di tutto mondo».

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La collezione piacque molto e il vero successo arrivò con la seguente, dedicata ai capi invernali. Poi la partecipazione ad importanti fiere del settore come White a Milano e Tranoi a Parigi, hanno suggellato due tappe importanti per lo sviluppo definitivo del marchio. «Per anni siamo stati presenti in uno showroom a Milano, gestito da noi sebbene fossimo attigui ad un altro showroom, molto conosciuto, che raccoglie le griffe tra le più interessanti del panorama degli emergenti. Poi abbiamo bissato l’esperienza anche a Parigi per cementare il rapporto con i buyer internazionali. Ora ogni collezione la esponiamo all’interno di una suggestiva galleria d’arte nel Marais, mentre a Milano abbiamo affittato un residence che ospitava un tempio buddista. 10sei0otto vuole essere per scelta un brand di nicchia, eppure, senza fare pubblicità sulle patinate riviste di moda, ha conquistato boutique importantissime come “Hlorenzo” a Los Angeles, “Hotoveli” a New York, “Project 3.14” a Mosca, “Daad Dantone” a Milano, “B2nd” a Tokyo, “Vertice” a Londra e “Volpi” a Modena. E proprio la boutique di Lele ha ospitato ieri un party di presentazione della collezione autunno-inverno uomo-donna.

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«Non c’è una vera e propria linea guida d’ispirazione per questa collezione. Nascono tutte dai nostri sentimenti del momento - continua Tiziano - in totale libertà, senza vincoli. Lavoriamo con la pelle. La pelle è il nostro organo più esteso, quello che ci abbraccia e contiene la nostra anima per tutta la vita. Una pelle che ha come qualità principale quella di essere elastica e quindi di sapersi modellare sul corpo, assecondandone i movimenti, portandone i segni che diventano distintivi di un capo dall’altro, rendendo così le nostre creazioni uniche perché personali». Le pelli arrivano da concerie toscane e venete, la lavorazione avviene qui tra Modena e Mirandola, secondo tecniche insolite come quella del “Mestizo” realizzata da “Iccio” che consiste nello sfumare i colori con un effetto “spruzzato”. «Il nostro cliente finale è un mix tra il sofisticato, l’esclusivo e l’informale - chiarisce Tiziano - Tra i nostri clienti abbiamo rockstar come Nek e Ligabue che abbiamo avuto il piacere di vestire per le sei tappe dei concerti che ha fatto all’Arena. Cerchiamo di vestire tutte le persone che non hanno paura di sperimentare».

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