La Regione non risponde: salta cambiale milionaria
Soliera. Intransigenza del Comune per un’integrazione geologica sub-iudice Bocciato il progetto di ristrutturazione. Il tecnico: «Ecco un assaggio dei guai»
SOLIERA. «Se entro dieci giorni non mi produce quell’integrazione rigettiamo le richieste di contributo».
«Scusi, la Regione deve ancora rispondere ad un quesito tecnico, per me la pratica va bene così, ma aspettiamo».
«No, il termine è perentorio: dieci giorni».
«D’accordo, allora lunedì mattina le invio tutto».
E invece lunedì, pochi istanti prima che il tecnico privato invii la perizia geologica elaborata da un professionista nel week-end, arriva la conferma di quanto si temeva: due progetti da oltre un milione di euro vengono rigettati. Ecco un esempio di burocrazia, dove la flessibilità non esiste, dove la perentorietà è unilaterale e dove i tecnici comunali e le ambizioni di rientro a casa dei cittadini sono spesso agli antipodi.
Quanto avvenuto a Soliera può essere esteso a gran parte della zona del terremoto “perché - spiega l’architetto Stefano Gatti - ormai funziona così e la discrezionalità c’è solo quando pare a loro. Mi sono stancato perché vorrei riportare i miei clienti in casa, ma ogni volta ce n’è una”.
È un fiume in piena l’ingegnere che ha lavorato nei più importanti cataclismi naturali nazionali. Persona stimata e autorevole, ormai ha perso la speranza. «Potrei ricorrere al Tar - ammette - ma passerebbero anni per avere ragione perché so che la legge è dalla mia parte. Forse non lo sa qualche tecnico giovane e inesperto che però ha in mano il futuro dei terremotati. E io non me la sento di mettere in discussione la loro vita e la loro casa per una questione di principio. Ecco perché quel famoso lunedì avrei presentato l’ennesima integrazione geologica. La Regione non ha mai risposto al mio quesito e il Comune non aveva interesse a risolvere quei dubbi, quasi che i soldi fossero di loro proprietà e non dei cittadini sfollati».
L’assurda vicenda di Soliera riconferma come il diritto del terremotato di fatto non esista. Una critica avanzata da tempo dal comitato Sisma.12, ma che necessita di esempi concreti per circoscrivere quel mostro, tanto spesso invocato e mai identificato nel concreto, che chiamano burocrazia.
«I tecnici comunali parlano di termini perentori, d’accordo ci sto: però dovrebbero valere anche per loro. Ho presentato i due progetti il 28 dicembre e l’11 gennaio, andavano protocollati in due giorni come impongono le ordinanze ed invece... 7 gennaio e 10 febbraio. Poi mi chiedono integrazioni di ogni sorta; tre-quattro domande separate a cui rispondi. Eppure il progetto ce l’hanno in mano, ma lo analizzano pian piano e ogni volta c’è qualcosa che non va. Questo è il vero problema dell’Emilia: lentezza, poca flessibilità e ridotta capacità di dialogo. Tutti vogliamo il rientro delle persone a casa, ma qualcuno rallenta ogni volta che può. Perché?».
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