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STORIA E TELEFONINI

Riscoprire la Resistenza modenese con un clic sul cellulare

di Beatrice Ferrari
Riscoprire la Resistenza modenese con un clic sul cellulare

Tra poche settimane sarà pronta una applicazione per gli smartphone che consentirà di ripercorrere luoghi e avvenimenti che hanno fatto la storia

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Quando storia e tecnologia si uniscono nasce “Resistenza mAPPe”, una collana di applicazioni informatiche dedicate a luoghi e a eventi della Seconda Guerra Mondiale e della Resistenza realizzata dagli istituti storici dell'Emilia Romagna, con il sostegno della Regione Emilia Romagna e di Lepida srl.

La prima ad essere stata messa on line è stata l'app sui luoghi di Rimini, mentre quella modenese uscirà l'11 novembre 2014.

PERCHÉ PROPRIO UNA APP

«L'idea nasce dalla consapevolezza che i nuovi mezzi tecnologici e d'informazione stanno rendendo obsoleti quelli che fino a poco tempo fa erano i mezzi di conoscenza per eccellenza: i libri. Naturalmente non si vuole togliere importanza a questi ultimi, ma ci deve essere una certa coscienza nel trovare strumenti sempre più in sintonia con l'evolversi della realtà. Chi oggi giorno non ha uno smartphone con il quel fare o scoprire?», spiega Claudio Silingardi, direttore dell'Istituto per la Storia di Liberazione. E' questa l'idea che sta alla base di un app sui luoghi della resistenza delle province dell'Emilia Romagna, tra cui anche Modena. Si tratta di una storia «certifica e controllata - continua Claudio Silingardi - perché proveniente dai giacimenti archivistici, fonte di un immenso patrimonio documentario e storiografico riguardante la regione».

COME FUNZIONA

Qualsiasi utente può scaricare l'applicazione sul proprio telefonino e grazie ad un sistema di gelocalizzazione potrà iniziare a visitare i luoghi della memoria seguendo i percorsi tematici indicati in giro per la città. Per ogni luogo gli utenti potranno rivivere momenti fondamentali per la città e per i suoi abitanti di settant'anni fa, approfondire le gesta di uomini e donne che hanno agito in clandestinità, ma anche capire come si viveva durante l'occupazione nazifascista, come i cittadini si difendevano dai bombardamenti e molto altro. L'app permette di avere una breve descrizione del luogo, con tanto di immagini e filmati.

I LUOGHI DI MODENA

L'app conterrà, per quanto riguarda la nostra città, sei itinerari, che fanno leva su alcuni dei temi seguenti: liberazione, resistenza civile, cospirazione e violenza. Se la maggior parte dei modenesi conosce i più famosi luoghi della resistenza, passeggiando tra le vie delle città, grazie a questa applicazione, rimarrà sorpreso nello scoprire altri luoghi, se mai anche più visibili ma sconosciuti, che al loro interno celano un importante pezzo di storia. Come ad esempio, davanti alla facoltà di Lettere in Sant'Eufemia, vi è una piccola targa, che sfugge all'attenzione dei più, sulla quale viene indicato il luogo dove il Comitato di Liberazione Nazionale si riuniva ben settant'anni fa. Oppure un'abitazione in via San Vincenzo, dove si fabbricavano armi in clandestinità. Ma non mancano nemmeno i luoghi più noti, come la Ghirlandina.

PERCORSI DIDATTICI

I creatori e i curatori di questa nuova applicazione sono fermi sull'idea che i luoghi possono essere utilizzati per studiare e fare studiare la storia. «Oggi giorno i luoghi della storia del Novecento diventano tanto più importanti quanto più risulta difficile ascoltare un testimone diretto dei fatti studiati. Il luogo fa testimonianza e supplisce alla testimonianza orale». Un occhio di riguardo va quindi alla formazione del pubblico scolastico, prevedendo approfondimenti e percorsi didattici utilizzabili anche in classe con le lavagne interattive multimediali.

GLI OBIETTIVI

«La realizzazione di questo nuovo strumento per conoscere la storia della Seconda Guerra Mondiale e della Resistenza cela al suo interno tre obiettivi: aumentare la consapevolezza degli abitanti delle città coinvolte, fornire materiale alle scuole e favorire il turismo culturale. Le città stanno richiamando sempre più turisti che non si accontentano di vedere i maggiori luoghi di interesse, seppur importanti. Vogliono scoprire, tornare a casa con qualcosa di più. E proprio questa applicazione permetterà loro di fare questo, solleciterà la loro curiosità e farà scoprire un volto nuovo alle città», conclude Claudio Silingardi.

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