Un etto di metanfetamine nel vaso in casa Lui patteggia, lei è estranea ed è assolta
Una coppia di trentenni: lui modenese dipendente di una famosa azienda in città, lei russa bella e indaffarata. Nel giugno 2013 un giorno la polizia suona a casa loro e perquisisce l’abitazione. Gli...
Una coppia di trentenni: lui modenese dipendente di una famosa azienda in città, lei russa bella e indaffarata. Nel giugno 2013 un giorno la polizia suona a casa loro e perquisisce l’abitazione. Gli agenti trovano un etto di pastiglie di metanfetamina nascoste in un vaso sopra un mobile molto alto nella sala. Vengono arrestati. Ma la donna russa protesta sempre la sua innocenza: ripete di non saperne niente.
Ieri si è svolta l’udienza preliminare per i due coniugi. Il marito, difeso dall’avvocato Alessia Massari, ha patteggiato una pena di un anno al termine del rito abbreviato condotto dal gup Paola Losavio. Il giudice gli ha riconosciuto le attenuanti. La russa, difesa dall’avvocato Cosimo Zaccaria, è riuscita a produrre prove sufficienti per dimostrare, anche in abbreviato, di non aver mai saputo nulla, come ha sempre ripetuto anche agli arresto domiciliari, e che la droga era stata nascosta in casa a sua insaputa. La donna ha infatti portato documentazione di viaggio che dimostrava che si trovava molto lontano in quei giorni; ha prodotto anche tutti gli sms di quel periodo nei quali non si allude a fatti di droga.
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