Così Paul Campani creò l’omino coi baffi
Il fumettista e produttore modenese negli anni ’50 fece grande nel mondo un simbolo del design italiano. Il logo ed i Caroselli con trovate geniali
La moka Bialetti, uno dei più noti oggetti del design italiano, compie ottant'anni e forse non tutti sanno che il logo dell'omino coi baffi venne inventato negli anni Cinquanta dal produttore e fumettista modenese Paul Campani.
La celebre caffettiera italiana, su cui è appena stata organizzata a Roma una mostra, vide la luce nel 1933-34, ma acquistò davvero la fama vent'anni dopo, quando l'azienda produttrice iniziò a “marcare” questo e gli altri suoi prodotti con l'omino con i baffi.
A quanto pare i primi disegni di Campani, scomparso nel 1991 e dell'agenzia Orsini di Novara, sono del 1953 e hanno per protagonista il personaggio di una serie di vignette che si concludevano sempre con lo slogan “Eh sì sì sì... sembra facile (fare un buon caffè)!”.
L'ampio sviluppo televisivo dell'omino lo spiega Stefano Bulgarelli, nel 2007 curatore al Foro Boario della mostra “Paul Campani. Dai fumetti ai cartoon di Carosello”. «Ai tempi della mostra - spiega lo studioso modenese - non trovai documenti ufficiali, ma posso dire che senz'altro Campani e il collega piemontese Giorgio Massimo Garnier idearono l'omino coi baffi come caricatura del commendator Bialetti, il proprietario dell'azienda pubblicizzata. Il successo fu immediato, anche perché si trattò di una invenzione grafica geniale che nel 1958 iniziò a essere trasmessa in tv da Carosello: il disegno era fisso e gli ideatori ebbero l'idea di animare solo la bocca del disegno su cui scorrevano le lettere dei discorsi del personaggio. In questo modo si risparmiavano disegni, tempo e soldi. Ai suoi tempi Campani, che studiava le idee di Walt Disney, anticipò inoltre la presenza “diretta” dell'imprenditore nella pubblicità del suo prodotto. Un po' come oggi fa, con altre caratteristiche ovviamente, l'industriale Giovanni Rana con i suoi tortellini. Tra l'altro siamo negli anni del boom economico dell'Italia e il qualche modo l'omino con i baffi racconta dello sviluppo della classe borghese dell'epoca».
Alfonso Bialetti, in origine proprietario di un'officina specializzata nella produzione di semilavorati e prodotti in alluminio a Crusinallo (VB), ideò lo strumento per la produzione casalinga del caffè osservando la moglie mentre faceva il bucato. La signora usava la “lisciveuse”, una grossa pentola munita di un tubo con la parte superiore forata: l'acqua veniva inserita nel largo recipiente insieme alla biancheria e bollendo saliva per il tubo, ricadendo poi sul bucato insieme alla lisciva, il detersivo di allora. Con questo principio fisico Bialetti creò il prototipo della Moka Express, ancora oggi venduta: insieme all'aroma del caffè c'è anche quello della storia tutta modenese della grande avventura di Paul Campani.
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