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In carcere i tre fratelli Pelaggi

Eseguito l’ordine di carcerazione dopo la sentenza di Cassazione

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MARANELLO. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Modena, insieme ai colleghi di Cosenza, hanno eseguito ieri gli ordini di carcerazione emessi dalla Procura generale presso la Corte d’Appello di Bologna nei confronti dei fratelli Pelaggi. In carcere sono quindi finiti Davide, Emanuele e Paolo Pelaggi che avevano reimpeigato denaro della cosca Arena di Isola di Capo Rizzuto mediante società del modenese; sono stati ritenuti colpevoli anche di reati fallimentari e tributari, tentata estorsione e danneggiamento della sede dell’Agenzia delle Entrate di Sassuolo, dove avevano messo una bomba la notte del 26 luglio 2006. Le indagini hanno consentito di appurare che il denaro era stato affidato ai fratelli Pelaggi dai vertici della cosca Arena, affinché fosse impiegato nelle attività da loro gestite tramite le società Point One spa ed Elite Trading srl, nonché di dimostrare che gli indagati gestivano un sistema di false fatture che garantiva compensi pari a circa il 6-7% dell’importo fatturato per ogni operazione, consentendo così alle loro aziende di incrementare in pochissimi anni il volume di affari di decine di milioni di euro. Nel corso dell’operazione Point Break era stati sequestrati cinque immobili, due auto, conti correnti in Italia e in Svizzera, società riconducibili agli imputati per un valore complessivo di 5 milioni di euro, beni che ora verranno confiscati. La condanna in secondo grado è stata confermata dalla Corte di Cassazione che ha rigettato il ricorso presentato dagli imputati, rendendo esecutive le pene inflitte dalla Corte d’Appello di Bologna. Pochi giorni fa erano stati condannati dal Gup di Bologna lo stesso Paolo Pelaggi, la moglie Deborah Cuomo e Fiore Gentile per un secondo filone dell’indagine relativo alla tentata estorsione in danno di un imprenditore appartenente al clan dei casalesi.

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