Gazzetta di Modena

Modena

la recensione

La Liddell, eroina maledetta in un mondo di ingiustizie

di Angela Sciavilla

Un maledetto viaggio nei meandri della mente umana, oltre i limiti del surreale. Un illuminante percorso tra le più tenebrose mostruosità recondite del genere umano. Si è mostrato senza sconti “You...

1 MINUTI DI LETTURA





Un maledetto viaggio nei meandri della mente umana, oltre i limiti del surreale. Un illuminante percorso tra le più tenebrose mostruosità recondite del genere umano. Si è mostrato senza sconti “You are my destiny” della regista e performer Angélica Liddell ieri sera allo Storchi. Lo spettatore, subito strattonato nel mondo onirico dell'artista catalana, deve fare i conti con una coscienza tormentata dalle tenebre e dal male. La regista denuncia la violenza del mondo esercitandola sulla propria pelle e su quella degli attori, ripercorrendo le sorti della mitica Lucrezia che si uccide nell'incapacità di sopportare lo stupro subito. Come una principessa maledetta (vestita con lungo vestito da favola e giacca di pelle) non teme gli eccessi, si fa carico dell'ingiustizia per restituirla alla scena in spasmodiche convulsioni di una trance battuta a ritmo di travolgenti suoni di tamburi. La vita non è gioia, ma un'epifania di perversioni e oscenità, affollata dai mostri che l'uomo genera quando la ragione vacilla. Ambientata in una Venezia tinta di rosso sangue, un coro etereo canta con voci angeliche l’ira divina, fino a quando “il freddo non scenderà su questo inferno”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google