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Ladri alla libreria Fenice «Il centro non è sicuro»

di Rino Filippin
Ladri alla libreria Fenice «Il centro non è sicuro»

Ennesimo colpo a Carpi, stavolta in via Mazzini in piena notte. Cresce la preoccupazione Le associazioni: «Il Comune si sbrighi a fare qualcosa. Meno agenti in ufficio»

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Carpi. E fanno tre. Dopo il tentato furto di telefonini da “Seba” in corso Roma e il furto con destrezza di 4 Rolex alla gioielleria Blondi di corso Alberto Pio, adesso arriva la notizia di un furto alla libreria la Fenice, in via Mazzini, a circa 20 metri dal Comune. I ladri, in questa occasione, hanno svuotato la cassa: alcune centinaia di euro perché l’incasso della giornata era già stato messo al sicuro.

«I malviventi - spiegano alla libreria - hanno forzato la porta d’ingresso in piena notte. Non si sono fatti spaventare dal fatto che le vetrine della “Fenice” sono sotto il porticato che porta alla piazza dei Martiri e che, dunque, a qualsiasi ora del giorno e della notte è percorso dai cittadini. Mentre erano dentro il negozio - continuano - a luci accese, nessuno li ha però visti: a loro evidentemente è andata bene. Nemmeno i baristi del vicino esercizio hanno notato qualcosa, nonostante aprano il locale alle 4 di mattina: devono essere stati molto veloci».

Per i responsabili della libreria si tratta di una vera sorpresa: mai fino a oggi, infatti, erano stati derubati. «Ovviamente - dicono - adesso correremo ai ripari rinforzando la porta d’ingresso». Certo che due furti e uno tentato nel giro di qualche giorno in centro...: c’è forse qualcosa che non va a livello di tutela della sicurezza? Dobbiamo aspettarci che presto altri negozi o abitazioni saranno prese di mira dai ladri? È una sola banda ad agire o i tre furti sono solo il frutto di una coincidenza?

«Serve un presidio più efficace del centro - spiega Bulgarelli, Cna -; vorrei che le forze dell’ordine che si fermano di fronte al Comune, effettuassero, magari a piedi, più controlli nelle varie aree del centro. Inoltre al sindaco Bellelli chiediamo che, finalmente, si decida a convocare il tavolo sulla sicurezza».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Fontanarosa, Confcommercio: «Che fine ha fatto il vigile di quartiere; o il carabiniere di quartiere... o il poliziotto di quartiere? Vogliamo meno agenti in ufficio e più sulle strade, in giro tra la gente. Siamo stanchi di dover ripetere sempre le stesse cose... Ritengo che il furto messo a segno da Blondi sia, in un certo senso, un segnale a cui prestare attenzione: non dimentichiamo che è accaduto in piena mattina il giorno di mercato». «Certo non è semplice - dice dal canto suo Massimo Silingardi, responsabile dell’associazione di categoria Confesercenti, sede di Carpi - mettere d’accordo i rappresentanti delle forze dell’ordine per un tavolo sulla sicurezza, ma bisogna impegnarsi in tal senso; dobbiamo ragionare assieme su cosa fare per rendere la città più sicura. Non si può più operare per comportamenti stagni».

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