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Partecipare? Ecco perché è importante

Partecipare? Ecco perché è importante

L’intervista ad una nonna che racconta come è diventata una “appassionata” della manifestazione

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M. è una donna di una certa età, diciamo pure una “nonna”, che chiede a sua nipote: «Quando inizia il festival dei matti?».

In redazione, appena si è sentito parlare di lei, è stato deciso che non potevamo non intervistare una cittadina che aspetta “Màt” con tanta gioia e passione, come lei ci ha dimostrato. E così siamo andati a trovarla. Anche per capire un po' meglio cosa ne sa del mondo della Salute Mentale.

«Questa è una domanda difficile - ci ha risposto subito M. - e poi, a dire il vero, io non ne so molto. Ho idea che sia un mondo diverso dal nostro, tutto qua, e che merita di essere conosciuto. Le persone che stanno male vanno incoraggiate, hanno bisogno di un supporto continuo. E poi, forse, un “matto” non è tanto diverso da tutti noi. Io, ad esempio, dico sempre che sono mezza matta perché l'età, ormai, è quella che è. Ma mi accontento!».

Lei come definirebbe un matto?

«Credo sia una persona che, prima di tutto, andrebbe capita e quindi aiutata. Mi mette un po' di tristezza, perché so che non sempre può avere certe cose, quelle che per una persona cosiddetta “normale” sono scontate».

Cosa pensa delle persone che lavorano nel campo della Salute Mentale?

«Credo abbiano un ruolo importante, andrebbero sostenuti e apprezzati, cosa che spesso ancora non capita perché i timori e i pregiudizi sono difficili da intaccare. E colpiscono non solo le persone che stanno male ma anche chi le aiuta».

Come è venuta a conoscenza della Settimana della Salute Mentale?

«Ho partecipato a spettacoli di teatro, cene, presentazioni di libri. Mi emoziona sempre molto partecipare agli eventi di “Màt”. È davvero un'occasione unica per stare con gente valida. Un anno, poi, mia figlia ha ospitato due signore che hanno dormito da lei. E, abitando due piani sopra di me, abbiamo deciso di cenare tutti assieme …».

Quindi ha già avuto a che fare con un matto.

«Sì, certo. Mica è diverso che coi normali! Sono persone educate, affabili. Dopo tutto, cosa crede, ho lavorato tanti anni nelle scuole. A proposito, se posso permettermi, penso proprio che i giovani andrebbero coinvolti sempre di più in questi progetti. Anche per prevenire certi comportamenti o alcuni problemi. La Settimana della Salute Mentale, che - a proposito - arriva quest'anno alla sua quarta edizione, è proprio un bel momento per tutta la città. Tra convegni, dibattiti, cene e spettacoli certo non si corre il pericolo di annoiarsi».

Parteciperà anche quest'anno a “Màt”?

«Sicuramente! Anzi, se mi venite a trovare con qualcuno, la mia porta è sempre aperta!».

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