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«Ressa, sanzioni e svenimenti sugli autobus scolastici»

«Ressa, sanzioni e svenimenti sugli autobus scolastici»

SAN CESARIO. «È tutto un gioco a scaricabarile ma qualcuno dovrà prendersi le proprie responsabilità». Luciano Rosi, capogruppo di Viva San Cesario, denuncia così la situazione limite dei trasporti...

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SAN CESARIO. «È tutto un gioco a scaricabarile ma qualcuno dovrà prendersi le proprie responsabilità».

Luciano Rosi, capogruppo di Viva San Cesario, denuncia così la situazione limite dei trasporti scolastici, con resse impossibile e giovani costretti a perdere il bus per mancanza di spazio.

«Da Castelfranco - spiega Rosi - arrivano alle 7,10 due bus, a pochi minuti uno dall’altro, ma sono pieni e i ragazzi che vanno a scuola a Vignola devono stare in piedi ammassati, col rischio di cadere in caso di una brusca frenata. Nella prima fermata ai piedi del cavalcavia salgono a bordo 15 alunni, che provengono in parte dalla periferia del paese, soprattutto da Sant’Anna. Alla seconda fermata, davanti alla farmacia, ce ne sono più di 20 e qui iniziano i problemi perché non ci sono più posti a sedere, né per gli alunni, né per le altre persone. Poi c’è il problema delle multe nel caso non vengano timbrati gli abbonamenti ogni mattina».

«Un controsenso - spiega la madre di Paolo - paghiamo l’abbonamento in anticipo, sopra c’è la foto con tanto di nome, ma sono costretti a passarlo alla macchinetta mentre sono tutti ammassati come su un carro bestiame. A volte c’è chi li raccoglie per tutti, perché una multa costa 75 euro e mio figlio ne ha già prese due».

Ma c’è anche chi non ne può più: «Io invece l’ho contestata, non l’ho voluta assolutamente pagare e me l’hanno abbonata - ha riferito a Rosi la madre di Filippo - ma ho dovuto perdere un’ora di lavoro per andare a protestare».

Rosi aggiunge: «Se poi intervistiamo gli alunni che dopo San Cesario devono salire a Spilamberto, o al Magazzino di Savignano, è una tragedia, tutta una lamentela di alunni e genitori. La cosa migliora quando escono da scuola, perché coi nuovi orari le uscite sono scaglionate, ma gli autobus sono pieni 5 giorni su 6 e qualcuno resta sempre a terra e deve chiamare i genitori per farsi portare a casa».

«A cosa serve fare un abbonamento, se il risultato è questo?» chiede Anna mentre carica la figlia seduta in attesa su una panchina alla fermata di Vignola . «E la settimana scorsa una ragazza di San Cesario è svenuta, tanto era pieno l’autobus» conferma la figlia.

Rosi fa sapere di avere presentato una interrogazione al sindaco di San Cesario il 20 settembre scorso e di avere scritto anche a Seta senza avere ottenuto risposta. Ora ha scritto ad Amo.

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