Titan chiude a Bologna e investe a Finale Emilia
Nella sede di Crespellano 75 esuberi e 62 lavoratori trasferiti nel Modenese, dove nel 2015 sarà ampliato lo stabilimento
Un presidio permanente a oltranza per opporsi alla decisione di mandare in mobilità tutti i lavoratori e chiudere lo stabilimento. Lo hanno deciso i dipendenti della Titan di Crespellano, nel Bolognese, a cui la multinazionale che produce ruote per veicoli agricoli, con sedi in tutto il mondo, ha annunciato che da lunedì arriveranno le lettere di mobilità per tutti i 193 lavoratori, con trasferimento di alcuni macchinari e lavoratori presso la sede di Finale Emilia. Il piano industriale è stato presentato dalla direzione aziendale ai sindacati giovedì in Confindustria: si prevedono 75 esuberi effettivi, 62 trasferimenti a Finale Emilia, mentre i rimanenti 56 dovrebbero rimanere in un capannone di Crespellano.
In conseguenza di tutto questo l'azienda ha annunciato che procederà a un investimento presso lo stabilimento di Finale, con un ampliamento di 4500 metri quadrati, per realizzare il quale verranno utilizzati i finanziamenti pubblici della cosiddetta cambiale Errani: lo stabilimento di Finale, infatti, è stato duramente colpito dal sisma del 2012.
Tra agosto e dicembre del prossimo anno, dunque, verrà realizzato l'ampliamento e l'annunciato trasferimento dei lavoratori del reparto presse. Ma il piano industriale non convince del tutto i sindacati, anche quelli modenesi. «Siamo di fronte a una multinazionale – afferma Cesare Pizzolla, segretario provinciale della Fiom/Cgil di Modena – che decide di non investire in Italia e che sta gradualmente spostando la produzione altrove. Questa vertenza non è solo bolognese, ma anche modenese ed è quello che diremo in assemblea martedì prossimo. Perché le scelte che oggi riguardano Crespellano, domani potrebbero riguardare anche Modena». L'investimento, infatti, non è di natura privata, ma vincolato a un finanziamento pubblico. Ma non è solo questo. «Già da qualche mese – aggiunge Alessandro Cambi, della Fiom/Cgil di Modena – i 222 lavoratori di Finale sono in contratto di solidarietà, con una riduzione dell'orario di lavoro del 40% per i diretti e del 50% per il personale indiretto. Questo significa esuberi anche per Finale. Il piano industriale fa acqua, soprattutto se consideriamo che in questi anni i volumi produttivi sono gradualmente diminuiti: si è passati dalle 550mila ruote agricole del 2010 alle 280mila previste nel 2015. E se il fatturato del 2014 si dovrebbe attestare a 58 milioni di euro, per il 2015 si prevedono 54 milioni di euro. Negli ultimi cinque anni la Titan ha perso il 50 per cento del mercato, a beneficio di Paesi come Cina, Turchia e Messico, dove già l'azienda ha propri stabilimenti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
