Dipendenti comunali in piazza: «Con i tagli i servizi a rischio»
Da diversi anni non capitava più. Ieri mattina, tuttavia, la voce dei lavoratori pubblici è tornata a risuonare in piazza, davanti al municipio. L’iniziativa, organizzata dai sindacati della funzione...
Da diversi anni non capitava più. Ieri mattina, tuttavia, la voce dei lavoratori pubblici è tornata a risuonare in piazza, davanti al municipio. L’iniziativa, organizzata dai sindacati della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil ha voluto rappresentare un’occasione di confronto tra cittadini e lavoratori dei Comuni dell’Unione Terre d’Argine, Asp Terre d’Argine e Azienda Usl ospedale e distretto sanitario di Carpi, per raccontare come si svolge quotidianamente il lavoro dei dipendenti pubblici. Ad uno ad uno, rappresentanti dei principali settori della pubblica amministrazione hanno fatto il punto sulla situazione. Maurizio Benetti, geometra, ha ricordato come nel 1982 i dipendenti pubblici ammontassero a 900 nella sola Carpi: oggi sono 274 in città, 440 nell’Unione Terre d’Argine, precari compresi. «Negli ultimi dieci anni - ha affermato Benetti - in Italia i dipendenti pubblici sono calati del 4,7%, a differenza di quanto è successo in Francia, Inghilterra, Svezia, dove sono invece aumentati. Quanto vengono pagati i dirigenti e come si fa funzionare la macchina del pubblico impiego: questi sono i veri problemi su cui riflettere». Per ogni 5 dipendenti in pensione risulta una assunzione. «La mancanza di turn over non è di per sé sinonimo di efficienza e risparmio - ha affermato Diana, dipendente del Comune - ha pesanti ricadute sulla qualità e quantità dei servizi erogati: è così che si finisce per aspettare mesi per una visita medica, ore per una carta d’identità e via dicendo. A suon di tagli, oggi sono solo tre i giardinieri comunali cui spetta la cura di un milione di metri quadri di verde pubblico; tre i cantonieri per 450 chilometri di strade comunali; due gli elettricisti per 12 mila lampioni». Significativa la testimonianza di Lorella Rossi, responsabile infermieristico, che ha spiegato come le 15 infermiere dell’assistenza domiciliare abbiano assistito 1700 pazienti nel 2013, di cui 250 in un percorso di terminalità. «Professionalità e solidarietà fanno parte di un servizio prezioso che non si deve dare per scontato». Nelle medesime acque versa il settore della cultura: la biblioteca Loria, che nel 2007 contava 37 dipendenti impiegati per 65 ore settimanali, oggi ha 21 addetti per 60 ore; i 90 mila euro per l’acquisto di libri sono scesi a 52 mila, secondo quanto riferito da Odo Semellini, operatore culturale comunale.
Valeria Cammarota
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