GrandEmilia, spaccata e fuga con il bancomat
Sfondano con un fuoristrada le due porte scorrevoli e poi fanno un giro in galleria Il colonnino dell’Unipol è stato collegato con un cavo e trascinato all’esterno
Si è vista più volte nei film di genere la scena dei malviventi o di sopravvissuti a strani eventi che scorrazzano nel grande centro commerciale a bordo di un’auto, di un furgoncino. Una gita tra la galleria dei negozi, con l’ipermercato chiuso e deserto, nel cuore della notte.
È accaduto al GrandEmilia. Per due minuti, forse anche meno.
In questi due minuti una banda di banditi specializzati e professionisti è entrata in auto nell’iper spaccando, sfondando clamorosamente le porte scorrevoli dell’ ingresso principale sulla destra, il lato ovest, quello più vicino alla via Emilia, dove si trova la farmacia, ha percorso sempre in auto un tratto di galleria per raggiungere un bancomat, l’ha collegato alla vettura, probabilmente un fuoristrada, l’ha trascinato fuori e poi l’ha caricato su un furgone. Poi auto e furgone si sono dileguati. Questo verso l’una della notte tra venerdì e sabato. Ventimila euro, cifra al ribasso, i danni per il GrandEmilia, alcune decine di migliaia dì’euro il bottino, il denaro contenuto nell’apparecchiatura dello sportello Unipol.
Come è possibile che questa azione così fragorosa, eclatante e per quanto portata a termine in velocità e con mani e tempi da professionisti, sia passata, come dire, inosservata? A parte le telecamere del circuito di videosorveglianza che hanno ripreso le gesta della banda dall’inizio alla fine del colpo, non appena c’è stata la violenta spaccata che ha mandato in frantumi le due porte scorrevoli dell’ingresso, l’allarme anti intrusione e anti effrazione è scattato all’impazzata. E il segnale è arrivato alla vigilanza privata che protegge la struttura e alle forze dell’ordine. L’altra sera la zona era sotto l’egida dell’Arma dei carabinieri. Entrambi gli avvisati sono arrivati sul posto, ma i banditi avevano già fatto bottino pieno. C’è un tempo fisiologico per raggiungere la zona e bloccare le strade di fuga.
C’è poi da considerare che per portarsi davanti al’ingresso i malviventi probabilmente hanno spaccato qualche sbarra che chiude l’accesso ai parcheggi: forse un primo segnale era già scattato dopo questa intrusione. Comunque sia, la vicinanza della tangenziale, dell’Emilia e del’autostrada, ha aiutato sicuramente i ladri nella fuga, riuscita nonostante gli immediati i posti di blocco diffusi in lungo e in largo. I carabinieri stanno controllando anche i filmati in entrata ed uscita dai caselli autostradali. Dunque in meno di tre minuti spaccata, carico e fuga con la colonnina del bancomat nel furgone. Qualche anno fa il servizio di vigilanza poteva contare su un asso in più: la presenza fissa di qualcuno all’interno, durante le ore notturne. Ma pare che di questo bonus si sia fato a meno, a causa di tagli e costi. Quanto alla banda, a detta dei carabinieri sono entrati in azione almeno cinque persone, non tutte col passamontagna ma comunque col capo coperto con berretti e sciarpe in modo da non farsi riconoscere nei filmati. Si tratta di professionisti specializzati nella tecnica della spaccata e del trascinamento, nello sradicamento del bancomat con robusti cavi piuttosto che nella sua esplosione utilizzando il gas acetilene. Questi “trascinatori” stanno attualmente imperversando nella riviera romagnola.
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