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Il gesto e la danza: un corpo unico per rileggere il sacro

di Francesco Demitry
Il gesto e la danza: un corpo unico per rileggere il sacro

Appuntamento da non perdere questa sera per il debutto del nuovo lavoro “Dolce Vita. Archeologia della passione”

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Seguendo il metodo dell'archeologo, il coreografo fiorentino Virgilio Sieni tenta di portare alla luce e di percorrere in chiave moderna il cammino di Gesù, cercando di capire via via come può compierlo e interpretarlo l'uomo del Duemila con i suoi ritmi, i suoi tempi e le sue relazioni. Il gesto, il movimento e la coreografia diventano allora gli strumenti con cui scavare nelle profondità dell'uomo per fare emergere un legame sincero con lo spirito, individuale e collettivo. Dopo “Deposizione e Crocifissione”, visto a Carpi nel primo week end di Vie, due dei ventisette quadri pensati all'interno del più vasto progetto “Vangelo secondo Matteo”, Sieni propone il suo nuovo lavoro “Dolce Vita. Archeologia della passione”, incentrato sul rapporto tra l'essere umano e il sacro. Lo spettacolo, in scena stasera alle 21.30 al Comunale di Modena, accompagna gli spettatori attraverso le cinque tappe fondamentali della passione di Cristo: Annuncio, Crocifissione, Deposizione, Sepoltura e Resurrezione.

Le azioni paiono essere pure e armoniche, sentite e sofferte, e attraversano “il vacuum dello spazio lasciando tracce di umanità” tangibile. In scena troviamo danzatori provenienti dalla sua stessa compagnia, Giulia Mureddu, Sara Sguotti, Jari Boldrini, Maurizio Giunti, Giulio Petrucci, Claudia Caldarano, Marjolein Vogels e la storica collaboratrice e interprete Ramona Caia. Spesso si ha la sensazione che i performer si muovano come un unico corpo, trasmettendo il bisogno e la necessità di costruire percorsi collettivi per poter modificare il flusso dell'esistente.

Virgilio Sieni è attualmente il direttore artistico della Biennale Danza di Venezia, al cui interno ha saputo reinventare le forme e gli spazi della città, dando forza a una linea culturale nella produzione della danza italiana. Fonda la Compagnia nel 1992, potendosi così dedicare ai possibili sviluppi della sua poetica, coniugando danza, gesto, linguaggio, sacro, profano, tangibile, intellegibile e indicibile. In “Dolce Vita. Archeologia della passione”, i costumi e le scenografie, pur scarne e povere, risultano pregne di significato, dando a tutti i presenti un senso di liberazione catartica dalle cose materiali, di umiltà, di avvicinamento alla propria intima essenza. Il compositore e solista Daniele Roccato, autore delle musiche di diversi lavori di Sieni, accompagnerà tutto lo spettacolo suonando il contrabbasso. Durante la rappresentazione lo spettatore percorre due strade parallele e compresenti, quella del racconto evangelico della passione di Cristo e quella della ricerca del senso della comunità “attraverso un arcipelago di avvicinamenti, tangenze, riconoscimenti, solidarietà, complicità, sguardi”.

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