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Materna Caiumi, sconfitta anche l’alluvione

Materna Caiumi, sconfitta anche l’alluvione

Bomporto. Era ripartita dopo il terremoto, ieri la seconda inaugurazione tra la commozione di tutti

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BOMPORTO. Da ieri sono due le targhette all’entrata della scuola d'infanzia paritaria Caiumi. La prima era stata fissata l’anno scorso, quando la struttura aveva riaperto dopo i danni subiti dal terremoto. L’altra è comparsa in occasione della seconda risistemazione, questa volta a causa dell’alluvione che ha colpito Bomporto lo scorso gennaio.

Così la direttrice della struttura Oria Ferraguti ha ricordato la storia recente dell’asilo, che nonostante gli ultimi anni molto difficili ha saputo rialzarsi grazie allaiuto di tanti: «Questa scuola è un pezzo di storia del paese e io, con il prezioso aiuto delle maestre, dell’amministrazione, delle istituzioni, del parroco e dei volontari siamo riusciti a tenerla in vita. Adesso abbiamo una scuola moderna, efficiente e sicura e speriamo di poter continuare in questa direzione».

La direttrice ha aggiunto anche il prezioso contributo dei donatori, che sono stati tantissimi e hanno permesso l'acquisto di giocattoli, materiale didattico e mobilio e la risistemazione della pavimentazione e delle mura, gravemente danneggiate dall’acqua e fango. Tra questi, alla cerimonia erano presenti i membri dell’associazione Anioc che hanno organizzato un evento benefico a Vicenza, città da dove provengono, per aiutare la scuola grazie alla segnalazione del senatore Carlo Giovanardi, anch’egli presente alla cerimonia, che aveva contattato l’associazione in seguito all'alluvione comunicando loro la difficile situazione della scuola.

Presente anche il sindaco Borghi che ha ringraziato e rimarcato il grande lavoro svolto dai cittadini e soprattutto dai volontari grazie alla quale la scuola è riuscita a ripartire in tempi brevi ed ha ricordato anche l'apporto dato dalle maestre e dal parroco del paese, Don Francesco che, contento ed emozionato, insieme al vicario Giacomo Morandi, ha benedetto la struttura e tagliato il nastro.

Serena Fregni

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