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IL CASO

Psicosi da clown e danni: l’indagine si sposta sul web

Psicosi da clown e danni: l’indagine si sposta sul web

La polizia postale è sulle tracce di chi ha pubblicato la foto del furgone Per bloccarla su internet c’è bisogno di procedere con rogatoria internazionale

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Adesso tocca alla polizia postale. E ora quello o quelli che hanno fatto lo scherzo di postare il “furgoncino del terrore”, è meglio che inizino non tanto ad avere paura dei clown quanto delle possibili ripercussioni giudiziarie che il loro agire, magari per scherzo e comunque con tanta superficialità, ha provocato.

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Infatti gli esperti stanno cercando di risalire all’indirizzo elettronico, al cosiddetto Id di chi ha messo in internet e in quel sito l’immagine incriminata che ha creato danno e tanti fastidi al proprietario del furgone, prima vittima della psicosi da clown picchiatori.

L’indirizzo elettronico è come un marchio, una specie di Dna e non si scappa: gli agenti della Postale, che sono specializzati in questo tipo di ricerche e che danno il loro contributo fondamentale in casi ben più delicati e gravi, riescono tramite questa combinazione di cifre, a risalire al computer, alla “porta d’ingresso” da dove è entrato, si è inserito chi ha postato la foto.

Tutto è nato da quando, sul sito Ask.fm, dove si può postare in anonimato, qualcuno ha messo “in onda” una foto di un furgone dicendo che quel mezzo era quello utilizzato dai clown picchiatori e che pertanto, chi lo vedesse, doveva chiamare le forze dell’ordine.

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Nella foto, ben leggibili, targa, indirizzi, numeri telefonici fissi e cellulare del proprietario del furgone, un giovane commerciante che ha una attività nei presi del Cattaneo e che risiede nella Bassa reggiana. L’uomo è stato tempestato di telefonate, è stato fermato più volte dalle forze dell’ordine, nel suo Comune arri9vano chiamate da tutta Italia con segnalazioni e richieste, davanti a casa e in negozio si è trovato appostati gruppetti di ragazzi curiosi. Insomma, «un incubo - ha detto - da cui voglio levarmi e subito». E, dopo aver pitturato di bianco tutto il furgone, ha sporte denuncia alla polizia postale.

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L’obiettivo più importante, però, è quello di rimuovere dal web la foto con il furgone, con i dati sensibili. Salvatore Calabrese, capo della polizia postale di Modena spiega: «Il sito dove è stata postata ha sede legale negli Stati Uniti. Vedremo, si potrà procedere con una rogatoria internazionale su richiesta del magistrato».

Stefano Totaro

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