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«Le ultime ore con il pensiero ai giovani»

«Le ultime ore con il pensiero ai giovani»

Subito dopo il decesso di don Mario Rocchi in una sala della Città dei Ragazzi è stata allestita la camera ardente per consentire all’infinità di persone che hanno conosciuto il sacerdote, e che in...

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Subito dopo il decesso di don Mario Rocchi in una sala della Città dei Ragazzi è stata allestita la camera ardente per consentire all’infinità di persone che hanno conosciuto il sacerdote, e che in molti casi gli devono sincera riconoscenza, di andare in visita per l’ultimo saluto. La camera ardente presso la Città dei Ragazzi resterà aperta fino al momento del funerale, che è stato programmato per domani pomeriggio con inizio alle 15 in Duomo. Già nella serata di ieri alla Città dei Ragazzi è stato celebrato un rosario e un altro rosario è previsto per la serata di oggi a partire dalle 21.

Don Stefano Violi, dal settembre scorso direttore della CdR, ieri sera ha voluto ricordare le parole più significative del testamento spirituale di don Mario: «Se il Signore mi riterrà degno di essere accolto in cielo, spero di continuare a lavorare per i ragazzi», parole che don Mario ha ripetuto anche nelle ultime ore di vita, quando ieri ha ricevuto la visita del vescovo di Modena, monsignor Antonio Lanfranchi.

Il direttore don Stefano Violi così racconta le ultime ore della vita di don Mario: «Da venerdì era stato riportato a casa come desiderava anche perché l’iter medico era ormai concluso. Quando nel pomeriggio il vescovo gli si è avvicinato, prima faticosamente, poi con maggiore lucidità, ha potuto riconoscere monsignor Lanfranchi e ha cercato di fare il segno della croce: ha compiuto un primo sforzo senza riuscire nell’intento poi la sua volontà si è imposta e con le poche forze che gli restavano è riuscito a compiere del tutto il segno della croce. Vorrei anche sottolineare la dedizione del diacono Riccardo Cristiani, che gli è stato vicino fino all’ultimo in maniera eccezionale ed ha saputo raccogliere il preziosissimo testamento spirituale che don Mario ci ha lasciato».

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