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Il gip dice no: i chioschi restano sotto sequestro

di Carlo Gregori
Il gip dice no: i chioschi restano sotto sequestro

Seconda bocciatura dal giudice De Marco alla richiesta avanzata dal Comune Il documento si basava su una complessa perizia dell’urbanista Stanghellini

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Caso Chioschi: il gip Eleonora De Marco ha depositato alcuni giorni fa in Procura la sua ordinanza in merito all’istanza di dissequestro presentata questa estate dal Comune tramite il suo legale, l’avvocato Massimo Vellani. Da quanto è emerso, la risposta del gip è negativa. I chioschi restano quindi con i sigilli messi nel marzo scorso dalla Forestale. Si tratta della seconda ordinanza del gip De Marco contraria alla liberazione dei quattro cantieri in viale Muratori (Bobotti, ex Tosco, Elio e Cedro). Non solo: la nuova maxi-istanza - un documento molto complesso elaborato da Vellani con il supporto della perizia del celebre urbanista Stefano Stanghellini - è stata preparata dopo il parere negativo del Tribunale del Riesame di Modena risalente a metà aprile; parere negativo poi impugnato in Cassazione.

Non si conoscono ancora le nuove motivazioni del giudice De Marco, ma per la Procura questo “no” non sposta nulla: il pm Claudia Natalini interrogherà la prossima settimana due dirigenti comunali che presero parte alla realizzazione del controverso progetto di riqualificazione del Parco della Rimembranza sotto l’assessore all’urbanistica Daniele Sitta e poi sotto il successore Gabriele Giacobazzi affiancati dall’assessore Stefano Prampolini. Sitta, Prampolini e l’ex sindaco Giorgio Pighi presenteranno memorie difensive, anziché farsi interrogare in presenza del loro legale, avvocato Roberto Mariani.

Per il Comune invece si profila una nuova batosta: la nuova decisione del gip frena ancor più il nuovo progetto di riqualificazione del Parco già illustrato in Consiglio dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli (che ha “ereditato” l’affare chioschi da Pighi) e che prevede un numero inferiore di baracchine - sparisce il Chiosco del Cedro - con meno moduli e strutture “leggere”, cioè senza cemento armato né nelle colonne né nei basamenti. Nella sua prima ordinanza il gip De Marco aveva sottolineato con forza che i nuovi chioschi in costruzione non solo non dovevano essere costruiti con quei criteri ma potevano creare seri danni alla flora del Parco.

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