Muzzarelli: «Con questi tagli si chiude»
Il neo presidente sulla legge di stabilità: «Dieci milioni di euro in meno significa non poter far nulla»
Sale l'allarme a Modena in vista della legge di stabilità annunciata dal governo Renzi. Rispetto alle prime preoccupazioni segnalate dai sindaci venerdì, ora spunta qualche cifra in più. Il tema ha tenuto banco alla riunione del consiglio provinciale stamane, la seconda da quando il presidente Gian Carlo Muzzarelli e nuovi consiglieri sono stati eletti. Se dunque a livello nazionale si parla di un miliardo di euro di tagli alle (ex) Province, a Modena si teme una sforbiciata di 10 milioni. Sarebbe fatale, avvisa oggi Muzzarelli appellandosi a Matteo Renzi. «Il nostro giudizio sulla legge di stabilità- commenta il presidente sindaco a margine dei lavori - rimane molto puntuale. Da un lato dà un segnale chiaro e importante sul lavoro; dall'altro, sui temi di regioni, province e comuni, crea ancora problemi. Auspichiamo che il premier Renzi affronti questa fase perchè abbiamo bisogno di essere reattivi e operativi». Per quanto riguarda l'ente di secondo livello, l'unione provinciale dei comuni, «un taglio ipotizzato di 10 milioni di euro - chiarisce Muzzarelli - vuol dire consegnare le chiavi. Vuol dire non essere in grado di garantire neanche le funzioni che la legge 56 (funzioni delle Province e delle città metropolitane, ndr) ha assicurato. Dobbiamo trovare le condizioni affinchè ci sia una responsabilità, un'adesione del governo alle istanze dei territori».
E soprattutto, è la richiesta ribadita dal presidente della Provincia, «si evitino tagli lineari: noi abbiamo bisogno di premiare chi è efficiente e operativo, chi sta vicino ai cittadini e alle imprese. stiamo lavorando per farlo, bisogna che il governo ci ascolti».
Ma il dibattito nato in provincia è stato più di poltrone che di contenuti.
«Pd pigliatutto anche in provincia», sbottano oggi le opposizioni a Modena. Il riferimento è all'assegnazione delle deleghe da parte del neo presidente che ha già nominato la collega di Formigine Maria Costi sua vice, ai consiglieri. A tutti e nove quelli della lista «insieme per una nuova provincia» dovrebbe spettare un ruolo. Questo lasciando a bocca asciutta il centrodestra (tre consiglieri) che, fanno capire i suoi esponenti, si aspettava qualcosa di più. «Noi della minoranza siamo stati lasciati tutti fuori, col presidente non c'è stato nemmeno dialogo su questo, ma immagino che di deleghe non ne avremo. Tutti quelli del Pd, invece, ne avranno», sbotta il consigliere di Forza Italia Ugo Liberi (per la minoranza ci sono anche Giorgio Verrini e Germano Caroli) alla fine del consiglio di stamane, al termine del quale Muzzarelli ha riunito i consiglieri di maggioranza proprio per chiudere il cerchio. Intanto, il sindaco di mirandola Maino Benatti (Pd) ha sollecitato nel corso del consiglio la definizione dei capigruppo per poter essere più operativi. La presidente del gruppo di riferimento del Pd sarà Francesca Maletti, già presidente del consiglio comunale a Modena. Al di là delle funzioni previste dalla nuova legge (56) sulla riorganizzazione di province e città metropolitane, ci sono le deleghe da “conquistare” a livello regionale.
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