La stangata: riceve una bolletta da 357mila euro
San Felice. Sconcertante esperienza di un negoziante: «Ingiunzione dopo mesi di inutili spiegazioni»
SAN FELICE. Trecentocinquantasettemila euro di bolletta per una decina di mesi di contratto, quando oggi per uno stesso periodo ne paga giusto duemila.
Eppure quel signore che nel 2011 si era presentato affabile in negozio, proponendo di passare ad Eni, era stato rassicurante: «Firmi qui, venga con noi, e vedrà che si risparmia...».
Magari di solito è vero, ma stavolta qualcosa non ha - eufemisticamente - funzionato troppo bene. Perché il negoziante, che ha l’esercizio quasi in centro a San Felice, si trova da almeno un anno dentro un incubo tragicomico.
«Certo - commenta - Si tratta di una cifra talmente spropositata che non è neppure credibile, come è ovvio che non ho alcuna possibilità di pagarla».
Sarà non credibile, ma quando un paio di settimane fa ha ricevuto l’ultimo atto ufficiale, una raccomandata con ricevuta di ritorno di una agenzia di riscossioni di Roma, la certezza che finalmente tutto si sarebbe risolto ha nuovamente vacillato.
«Nuovamente - spiega il negoziante, che in questa fase preferisce evitare nomi e cognomi - perché è una storia lunghissima, fatta di mail, documenti, rassicurazioni, contatti infiniti con call center e persone quasi sempre nuove e diverse...».
Riassumendo: nel 2011 il negoziante firma e passa a Eni. Non si accorge subito che qualcosa non va, perché per pagare le bollette l’attività ha una domiciliazione bancaria. Paga direttamente la banca dal conto corrente, questa e altre utenze e attività. Ma quando nel 2012 - dieci mesi dopo - il negozio cambia sede e deve anche cambiare il gestore dell’elettricità, già presente nel nuovo negozio, scopre che le bollette Eni non sono mai arrivate. Contatta Eni, ma non risulta neppure cliente. Allora contatta Enel, si fa confermate che è cliente Eni. Ricontatta Eni, e gli manda la copia dei consumi effettuati -normalissimi - e dopo qualche mese riceve la prima bolletta, da 357mila euro. Ricontatta Eni, riceve rassicurazione sull’emissione entro aprile 2014 di una bolletta più consona. «Invece non è arrivato nulla, fino a un mese fa, quando l’agenzia di recupero crediti ci ha chiesto ancora i 357mila euro. Li ho contattati, ho rispiegato tutto, ho rimandato le carte, alla fine sono stato rassicurato. E invece è arrivata la raccomandata. Così siamo in attesa di una nuova “sistemazione”. Da quel che posso capire, non avendo nostri dati a disposizione, ci hanno applicato tariffe massime. Come fossimo la Fiat...».
Alberto Setti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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