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GRANDI FALSI

Sequestrati formaggi Parmesan a Parigi

Sequestrati formaggi Parmesan a Parigi

Prodotti taroccati anche nei grandi saloni come il Sial: l’ente di tutela ha ottenuto l’intervento delle autorità di vigilanza

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Le contraffazioni dei prodotti alimentari tipici e protetti non conoscono ormai limiti e si arriva al punto di presentare prodotti taroccati anche ai grandi appuntamenti internazionali: e il Parmigiano Reggiano è inevitabilmente nel mirino.

Accade così che poco dopo l'apertura del Salone Internazionale dell'Alimentazione a Parigi, in corso fino al 23, il Consorzio del Parmigiano Reggiano abbia chiesto l'intervento delle autorità francesi, ottenendo il sequestro di 7 prodotti che riportavano o evocavano le denominazioni che appartengono in modo esclusivo alla Dop italiana. Si è così ripetuta, a distanza esatta di un anno, una situazione che già era stata riscontrata alla rassegna Anuga di Colonia, altro importante tempio del settore agroalimentare internazionale.

Già all'inizio di ottobre il Consorzio aveva invitato alla vigilanza le autorità francesi.

«Paradossalmente - dice il presidente del Consorzio di tutela, Giuseppe Alai - anche in queste grandi vetrine internazionali si registrano forme di contraffazione e usurpazione del nome del nostro prodotto, applicato nei modi più fantasiosi ad altri formaggi o a prodotti che possono contenere Parmigiano Reggiano, ma che in alcun modo possono fregiarsi del suo nome o di altre diciture evocative o, ancora, della denominazione "Parmesan", anche questa in uso esclusivo al nostro prodotto».

Proprio la Corte di Giustizia delle Comunità Europee aveva sentenziato che il termine "Parmesan" non è affatto generico e costituisce una evocazione della denominazione "Parmigiano Reggiano"; conseguentemente il suo uso per formaggi non conformi al disciplinare costituisce una violazione alla Dop italiana.

«Grazie all'intervento immediato dei nostri uffici legali in Italia e in Francia - spiega Alai - si è arrivati al ritiro del prodotto ingannevole che era stato presentato al Sial. La tempestività del lavoro delle autorità di vigilanza francesi - prosegue il presidente del Consorzio - dimostra che i sistemi di vigilanza del Consorzio e i meccanismi di tutela che abbiamo ottenuto in questi anni in ambito Ue funzionano: ora resta l'auspicio che il ripetersi di queste dure azioni repressive ponga fine a una pratica che vede in campo anche aziende importanti del settore».

L'intervento del Consorzio del Parmigiano Reggiano è avvenuto sulla base di una legislazione dell'Unione Europea (maturata dopo anni di contenziosi) che prevede, tra l'altro, l'obbligo di tutela delle Dop d’ufficio in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, assegnando così ai Paesi membri l'ineludibile compito di un diretto intervento di vigilanza e l'adozione di misure che siano adeguate.

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