Tornano i centri educativi per i ragazzi “difficili”
L’assessore Savigni: «A buon punto un piano per riprendere l’iniziativa dei Get» La collaborazione con le parrocchie e un solo grande gruppo nel centro città
Dai Get, i Gruppi educativi territoriali, a una specie di “Città dei ragazzi” di Sassuolo. I Gruppi educativi territoriali, attualmente chiusi, torneranno da inizio 2015. Ma l'esperienza verrà rimodulata alla luce dei cambiamenti degli ultimi anni. Nei giorni scorsi c'era stato qualche allarme in città e nelle parrocchie sulla scomparsa dei Get, che un tempo a Sassuolo erano ben tre: gruppi in cui si favoriva, mediante la presenza di adulti esperti e di volontari, lo studio e la socialità per ragazzi con qualche difficoltà sia di apprendimento che di inserimento. Soggetti in molti casi segnalati dal Comune stesso, oppure accolti tramite le parrocchie presso cui questi gruppi svolgevano la loro attività. Per motivi in parte economici, ma in parte di cambiamento dell'approccio e delle stesse esigenze, quel mondo non c'è più. Ma il servizio continuerà: «Abbiamo lavorato per diversi mesi insieme agli stessi responsabili dei gruppi educativi territoriali – spiega il vicesindaco e assessore alla pubblica istruzione Maria Savigni – e convenuto di cambiare le cose. Ci sarà un Gruppo educativo territoriale collocato nel centro della città al quale verranno indirizzati tutti i ragazzi interessati a questo tipo di servizio». In origine i Get erano tre: Jonathan a Pontenuovo, Gulliver a Braida, Giocaimparando alla parrocchia di Sant'Antonio. Il contributo comunale era consistente, poi causa difficoltà finanziarie dell'ente ha cominciato a calare, ma anche all'ultima annata comportava circa 120mila euro complessivi di spesa. Con un Get solo, che potrebbe essere all'oratorio don Bosco anche se il luogo non è ancora definito, i costi certamente diminuiranno. «Ma non è stato solo il risparmio a convincerci a cambiare le cose – spiega Maria Savigni – quanto l'esperienza portata dai coordinatori di queste attività, parroci e educatori, che hanno riferito di come l'esperienza si fosse trasformata in un semplice dopo-scuola, che non era l'obiettivo originario dei Get, creati non solo per dare un aiuto nello studio ma anche per dare altre occasioni ai ragazzi. Il nuovo Get, proverà a recuperare e rinnovare questa impostazione: abbiamo in mente una sorta di Città dei ragazzi di Sassuolo, con diversi tipi di esperienze e proposte, non solo lo studio. Non pensiamo che utilizzare una sola struttura in centro sia penalizzante per i ragazzi, Sassuolo non ha grandi distanze da coprire, e a noi questo permette di razionalizzare non solo le spese ma anche l'organizzazione del servizio, che continuerà a svolgersi in collaborazione con le parrocchie».
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