Gazzetta di Modena

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Cantina Pedemontana, una buona annata

di Edda Ansaloni
Cantina Pedemontana, una buona annata

Il presidente Vaccari: «Produzione inferiore del 5% alla precedente vendemmia e ancora di qualità»

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FORMIGINE. Gli ultimi carri stracolmi di rossi grappoli d'uva hanno appena varcato i cancelli della Cantina Formigine Pedemontana e l'odore del mosto regala profumi che fanno parte della nostra tradizione. È in questo contesto che Alberto Vaccari, presidente della cantina formiginese, fa il bilancio della vendemmia 2014.

Com'è andata questa vendemmia?

«Per quanto riguarda la quantità, siamo in linea con la scorsa annata, circa un 5% in meno. La qualità, nonostante l'annata poco favorevole, è stata di soddisfazione, infatti il Lambrusco grasparossa (che rappresenta più del 60% della nostra produzione), essendo il più tardivo dei lambruschi, ha avuto tempo di maturare, inoltre avendo la buccia molto spessa non è stato attaccato da malattie come lo sono state altre varietà».

Facendo un raffronto con la vendemmia dello scorso anno, quali sono le differenze che si riscontrano?

«L'anno scorso le varietà tardive a causa delle piogge di inizio ottobre hanno sofferto, quest'anno sono state le più avvantaggiate perché hanno potuto godere di preziosi giorni di sole in più».

Che vino berremo il prossimo anno?

«Un vino interessante, fresco, dalle belle tonalità e di buona personalità».

Che produzione, in bottiglie, prevedete per il prossimo anno?

«Essendo una cantina con una linea di imbottigliamento di modeste dimensioni, i nuovi clienti (soprattutto esteri) che stiamo cercando di conquistare sono clienti medio piccoli, attenti alla qualità del prodotto. Questi fidelizzandosi alla cantina fanno crescere la domanda di bottiglie in maniera progressiva e costante. Quindi pensiamo di superare di poco il traguardo del milione di bottiglie che abbiamo sfiorato quest'anno».

La cantina di Formigine ha ricevuto diversi riconoscimenti. Cosa prevedete per il prossimo anno?

«I riconoscimenti, ricevuti per la maggior parte attraverso degustazioni in concorsi enologici nazionali ed internazionali, sono il frutto di una squadra che sta crescendo nel tempo. L'ultimo acquisto è stato l'enologo Iacopo Michele Giannotti che ha dato il cambio a Maurizio Boni. Fondendo l'esperienza di Boni con l'entusiasmo di Giannotti, i vini della cantina sono riusciti ad esprimersi al meglio e a ben figurare nel panorama enologico italiano. L'obbiettivo per il prossimo anno è fare ancora meglio».

Il futuro del lambrusco?

«I produttori sono ottimisti perché credono al prodotto in se e a quello che si sta facendo nel distretto del Lambrusco per valorizzare e raccontare un territorio di eccellenze come il nostro».

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