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Carpi, Campedelli e l’invasione di campo in città

Il Pci ha sempre avuto delle regole. Il Pds ha provato a rispettarle. I Ds spesso hanno fatto di testa loro. Il Pd non è mai riuscito nemmeno a riscriverle. In questa logica di evoluzione politica ha...

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Il Pci ha sempre avuto delle regole. Il Pds ha provato a rispettarle. I Ds spesso hanno fatto di testa loro. Il Pd non è mai riuscito nemmeno a riscriverle. In questa logica di evoluzione politica ha prevalso anche quella del “tutti contro tutti”, tattica adottata anche in queste ore dai democratici modenesi che stanno dando la caccia ad un posto da consigliere regionale. Le regole, quelle che una volta valevano, parlavano di divisione dei territori: così il candidato della montagna deve fare la sua campagna più consistente in montagna, il candidato del distretto ceramico altrettanto. Un’antifona evidentemente lontana dalla scuola di pensiero di Enrico Campedelli che sta mandando su tutte le furie il partito della città che si è visto manifesti un po’ ovunque e mail indirizzate a tutti gli iscritti e i simpatizzanti. Un’invasione di campo da parte di uno dei due candidati che godono dei favori del pronostico - l’altro è Palma Costi - che è stata poco gradita. Questo per rendere l’idea di quanto in effetti ci sia in ballo e del fatto che per raggiungerlo si provi a fare davvero di tutto. Anche superare in visibilità promozionale il candidato presidente della Regione... Carpi, che negli ultimi anni è stata destinata ad un ruolo più da gregario che da protagonista in partito, sente la sfida più di altri. (d.b.)

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