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Famiglie in ginocchio: aiuti per mille

di Rino Filippin
Famiglie in ginocchio: aiuti per mille

Il Fondo Anticrisi dell’ente ha erogato oltre un milione. Il 57 % dei richiedenti non riesce a pagare affitto e utenze del gas

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Doveva essere un fondo straordinario, ma anno dopo anno si sta confermando come un’iniziativa strutturata e soprattutto necessaria alla “pace sociale” nella nostra città.

Il Fondo Anticrisi messo a disposizione della Fondazione Cassa va infatti incontro ai gravi problemi economici dei cittadini dell’Unione. Questo ormai da quattro anni. E ieri mattina il presidente della Fondazione, assieme ai sindaci Solomita (Soliera), e Bellelli (Carpi), oltre all’assessore municipale De Pietri, ha fatto il punto della situazione relativamente a questo strumento oltre a presentare gli ultimi dati, relativi al 2014. Quest’ultima edizione, grazie a un sistema di canalizzazione diretta dei fondi che non sono passati nelle mani delle famiglie ma sono serviti a pagare affitti, forniture e bollette varie, può contare su dati analitici molto importanti per comprendere le difficoltà economiche in cui si dibattono tante persone. Intanto diciamo che sono state accolte tutte le 1040 domande presentate per un totale di un milione e 50mila euro erogati (900mila euro della Fondazione e 150mila da parte dell’Unione Terre d’Argine). Così è emerso che tra i richiedenti il 31 per cento ha problemi a pagare l’affitto; per il 26,4 per cento è difficile trovare i soldi per pagare le utenze del gas; spese alimentari (12,6%), e rette dei servizi scolastici (7,2 per cento), sono gli altri temi critici. «Non bisogna dimenticare - ha sottolineato il sindaco Bellelli - che questi aiuti vanno a incidere positivamente anche sulla “pace sociale”, nel senso che, ad esempio, se un cittadino non paga le spese condominiali il problema diventa un problema di tutti i residenti del palazzo». «Il Fondo Anticrisi - ha spiegato il presidente Schena - venne concepito per aiutare a traghettare i cittadini più colpiti durante la crisi occupazionale, la quale, 5 anni dopo il varo di questo sostegno, permane e in forme ancora più pressanti. Occorre pertanto uscire dall’emergenzialità e ragionare, come sempre insieme alle istituzioni locali, su interventi». Una valutazione sulla quale appaiono in sintonia tutti i sindaci dell’Unione, anche se non mancano i punti interrogativi. Primo tra tutti quello relativo al nuovo modello di tassazione delle Fondazioni secondo Renzi. «Fino al 2013 - ha detto Schena - la tassazione era prevista solo sul 5% dei dividendi, adesso si arriverà a una tassazione del 21% su tutti i dividendi: ma noi non facciamo business, i nostri dividendi hanno scopi sociali. Antipatica poi è la tassazione retroattiva al 2014. Speriamo che Renzi ci ripensi, altrimenti anche strumenti come il Fondo Anticrisi ne subiranno ripercussioni negative».

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