Ferretti del Sert: «Genitori, siate più responsabili»
«Al di là di tutte le considerazioni che si possono fare su una vicenda come questa, per fortuna unica nel suo genere, questo caso è l’occasione giusta per dire ai genitori che fanno uso di droghe...
«Al di là di tutte le considerazioni che si possono fare su una vicenda come questa, per fortuna unica nel suo genere, questo caso è l’occasione giusta per dire ai genitori che fanno uso di droghe leggere di prestare la massima attenzione, di controllare sempre che la droga non arrivi a contatto con i figli, meglio ancora di smettere di farsi le “canne”. È una questione di responsabilità personale».
Il dottor Claudio Ferretti, capo del Sert di Modena, ripete che il caso del bimbo di un anno che ha mangiato il “caccolo” di hascisc è così unico da non rientrare neppure in una letteratura medica. «Forse c’è qualche segnalazione in qualche studio, ma sarebbe da cercare - spiega il medico che cura e conosce bene ogni tipo di tossicomani ed è anche esperto di droghe leggere - nella letteratura scientifica, troviamo invece studi sugli effetti dell’assunzione di hascisc per le donne gravide, quali conseguenze hanno i cannabisoidi sul feto e quali effetti e danni, quali problemi cognitivi possono dare. Ma si tratta ovviamente di madri che fumano “canne” con continuità. Qui invece parliamo di un evento a sé stante con una unica e abbondante assunzione di hascisc. È chiaro che è svenuto e respirava a fatica. È come un adulto che si fa dieci “canne” in una volta. Insomma, è un caso di tossicità acuta. Difficile capire che effetti può avere tanto Thc sul corpo di un bimbo così piccolo. In ogni caso, l’importante è che ora stia meglio e sia sotto controllo medico al Policlinico».
Ferretti conduce una sua personale battaglia contro l’uso di droghe - soprattutto metanfetamine, shaboo e simili - tra gli adolescenti. «Ma questa volta - spiega il medico - è davvero l’occasione giusta per introdurre questo argomento: questa volta è finita bene, ma bisogna pur parlare dei genitori che si fanno le “canne” vicino ai figli. Dei genitori magari rilassati, in poltrona davanti alla tivù con amici e familiari, con la birra vicina, così rilassati che si dimenticano di mettere via la droga avanzata. Bisogna che cresca il senso critico in chi fuma la “canna”. Invece, in questo periodo assistiamo a una grande discussione su hascisc e marijuana ma anche alla perdita di responsabilità sull’uso di questa droga. Non voglio colpevolizzare chi si fa la “canna” ma responsabilizzarlo».
E ora cosa succederà ai genitori? «Tramite il Tribunale dei Minori verranno contattati dai Servizi sociali per minori, valutati con colloqui e sollecitati a smettere». (c.g.)
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