In viaggio con Bonaccini alla caccia della Regione
Dalla mattina alla sera sul camper della campagna elettorale in tour per i comuni Tra la gente, in visita tra le eccellenze della provincia e a dar la carica ai “dem”
Duecento chilometri, sei comuni, otto incontri. Centinaia di mani strette, la necessità di passare da un argomento all’altro senza battere ciglio, il privilegio, questo sì, di vedere da vicino alcune eccellenze del nostro territorio che, con rispetto, chiedono alla politica risposte vere. Tredici ore a tu per tu col candidato del Pd alla presidenza della Regione Emilia Romagna, su e giù per la provincia con punte anche nel reggiano, a bordo del camper “Bonaccini presidente”.
E, per la prima vera tappa nel Modenese, dopo già sette giorni di viaggi da Piacenza a Rimini, Stefano Bonaccini non poteva che scegliere la sua Campogalliano.
LA SVEGLIA
Presto, prestissimo, come sempre. Spesso suona alle sei: «Se dormo cinque ore per notte è già un miracolo». In macchina, la Seat erede della vecchia Ibiza da quattrocentomila chilometri percorsi da segretario regionale, verso Modena per il primo incontro della mattina alle 7.30 in un bar di Modena: «Appuntamento politico a caccia di voti».
Poi di nuovo a casa, un bacio alla famiglia, prima di arrivare in via Garibaldi a piedi, attorno alle nove, fermato dagli amici dei genitori che ancora gli chiedono del malore accusato ormai più di un mese fa: «Sto meglio, va tutto benissimo, devo solo non esagerare». Camper, staff soprattutto di amici, e volontari che si alternano alla guida aiutano.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.10163090:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2014/10/22/fotogalleria/da-campogalliano-a-fiorano-un-giorno-con-bonaccini-1.10163090]]
FAMIGLIA E RICORDI
A salutare Stefano Bonaccini ci sono i quattro uomini candidati al consiglio regionale: Luciano Vecchi, Giuseppe Boschini, Enrico Campedelli e Luca Sabattini. Oltre a loro alcuni rappresentanti del Pd di Campogalliano e il sindaco Paola Guerzoni. Il tutto nel giorno di Sant’Orsola, patrono del Comune dove parrocchia e palazzo civico confinano come nella più classica tradizione di Don Camillo e Peppone: «Ho iniziato qui nel 1991 con un gruppo di amici e Sitta sindaco». E ora riparte da qui: «Pensi che, se vincerò, potremmo dire che un piccolo comune del Modenese di nemmeno novemila abitanti avrà dato due presidenti alla nostra Regione. Prima di me Lanfranco Turci, che abitava in quella casa là» e indica i banchi del mercato che adesso la nascondono. Proprio dall’angolo spunta mamma Anna, che fa un’improvvisata non voluta assieme alla moglie di Bonaccini, Sandra e ad una delle figlie, accompagnate da Romeo, il cane di famiglia: «Cerco sempre di tenere distinte le cose, casa e lavoro. Ma quando il lavoro ti totalizza e ti porta a stare sempre fuori casa, è chiaro che alle spalle devi avere delle persone che ti supportano, E io posso dire di essere fortunato».
VOLANTINI, CHE PASSIONE
Si comincia a girare per il mercato, c’è da “volantinare”. E alla classica domanda “signora posso lasciarle il materiale del nostro candidato alle Regionali”, la risposta è sempre più spesso una sola: “Ma perché, si vota?”.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.10163107:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/metti-una-giornata-con-bonaccini/36502/36725]]
«Questo è uno dei problemi - spiega Bonaccini - far sapere alla gente che il 23 novembre si vota. Senza il traino nazionale o delle Amministrative lavorare sull’affluenza è molto complicato. Andate a vedere i dati delle regioni che hanno votato senza l’abbinamento con un’altra consultazione: Friuli, Basilicata e Sardegna non hanno superato il 52 per cento con punte in basso del 47». Qui si parte dal 67 per cento, dato che sarà impossibile confermare.
VERSO SASSUOLO
Si sale sul camper alle 10.20, da Campogalliano destinazione Sassuolo, guarda caso, in un luogo sempre dedicato a Garibaldi, la piazza del centro. Se Bonaccini diventerà l’eroe dei due mondi nel risorgimento della politica emiliana è presto per dirlo, e non è proprio Sassuolo il posto giusto per fare proclami. Dopo i saluti di rito con il sindaco Claudio Pistoni, la candidata Luciana Serri e il segretario provinciale Lucia Bursi, bevuto un caffè alla Tazza D’Oro, durante il volantinaggio al mercato lo ferma un pensionato: «Me lo dica perchè la mia pensione minima è ferma a 480 euro e voi date gli 80 euro a tutti tranne che ai pensionati che fanno fatica ad arrivare a fine mese. Dite, dite, poi fate quello che volete, come al solito». Bonaccini prova a spiegare in perfetto stile renziano, il pensionato lo incalza, si alzano i toni e finisce senza vincitori e vinti.
SI SALE ALLA SALVAROLA
Alla guida del camper c’è sempre Sebastiano Monorchio, che è stato anche autista di Graziano Delrio. In camper si lavora: telefonate a raffica, uno sguardo a Twitter, il tempo di fissare l’agenda dei giorni successivi con Fausto Coppi e Andrea Bortolamasi, due dei più fidi collaboratori che lo accompagnano in missione. Alle Terme della Salvarola l’accoglienza è firmata Gabriella Gibertini, imprenditrice appena tornata dalla fiera del turismo di Pechino: «Noi possiamo anche investire, ma voi dovete sgravarci della burocrazia». Uno sguardo alla struttura, che è un luogo unico nel suo genere tra acque curative e benessere, e il candidato prende appunti prima del pranzo privato coi vertici di Confindustria Ceramica. Argomento: capitalizzare gli investimenti e fare in modo di arrivare ai fondi europei che tanto potrebbe fare in ottica di rilancio.
PAROLA D’ORDINE: ECCELLERE
Chi farà il presidente della Regione Emilia Romagna un privilegio lo avrà: quando aprlerà alle aziende saprà di farlo ad alcune realtà che sono tra le migliori al mondo.
Ieri Bonaccini ne ha scelte due. La prima è quella che porta la firma di Franco Stefani, uno dei cervelli più fini dell’industria di casa nostra. La sua System è una realtà che tocca 60 Paesi e che nel 2014 chiuderà l’anno con 400 milioni di fatturato: «Serve fiducia - dice al candidato - penso che Renzi ce la stia dando ma le aziende vanno sostenute». Bonaccini ha riallacciato il tema dei contributi europei e della ricerca. due cardini del suo programma.
Un’ora più tardi si aprono le porte di un’altra azienda fioranese che primeggia nel mondo, la Florim di Claudio Lucchese. Il senso del bello inteso cultura e cura dell’uomo. Quando parli di ceramica sembra esagerato, e invece basta vedere le scelte dell’azienda per capire: uno spazio ricerca “donato” all’ospedale di Sassuolo, defibrillatori in azienda con formazione per i dipendenti e un progetto di responsabilità sociale sul territorio che ben si sposa con un prodotto che non ha eguali: «Insisterò - dice Bonaccini - sul lavoro e la delega all’Europa sarà strategica per tutti».
APERITIVO E OLTRE
C’è spazio per una visita al nuovo stabilimento Ariostea, per un aperitivo a Casalgrande, per correre a casa a cambiarsi la camicia e terminare a Carpi coi candidati, tredici ore dopo, la lunga maratona del camper. Che oggi ricomincia, per arrivare a 300 comuni in 45 giorni.
@dvdberti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
