Maxi bolletta, Eni si scusa «L’errore è tutto nostro»
San Felice. Il commerciante non dovrà pagare 357mila euro di luce elettrica «Faremo rapidamente una fattura di rettifica proponendo una rateizzazione»
SAN FELICE. Per mesi ha dovuto districarsi tra comunicazioni, mail, fax e richieste di intervento. Voleva chiedere lumi su quella bolletta elettrica da 357mila euro che Eni gli aveva recapitato. Sapeva dell’errore, la stessa società glielo aveva confermato, ma allo stesso tempo, per un evidente errore di comunicazione interna, era stata avviata la pratica di riscossione coatta, affidando ad un recupero crediti quell’assurdo importo. Nel giro di neppure un giorno, ossia dalla pubblicazione della vicenda da parte della Gazzetta la vertenza sembra essersi risolta. Il condizionale è d’obbligo visto che le rassicurazioni verbali erano già arrivate in precedenza, ma Eni stavolta si espone pubblicamente, ammettendo l’errore e spiegando che ci sarà un’azione immediata per risolvere l’inghippo.
«Eni gas & power - si legge nella stringata nota della società - informa di aver rassicurato il cliente in merito alla problematica.Il cliente era stato informato che, ad aprile 2014, sarebbe stata emessa una fattura di rettifica ma, a causa di un'anomalia tecnica, ciò non si è verificato. La situazione ora è stata sanata; infatti, sono state bloccate tutte le azioni di recupero del credito ed il cliente riceverà la fattura di rettifica che potrà rateizzare, concordando con Eni un piano di dilazione. Eni gas & power scusandosi per l'accaduto, rimane a disposizione del cliente per qualsiasi ulteriore necessità o chiarimento».
A San Felice l’immediata risposta ha fatto sì piacere, ma lascia comunque il commerciante in una situazione di limbo. «Ringrazio Eni per la celerità della risposta - dice - ma non è la prima volta che vengo rassicurato. Certo, questa volta è diverso perché la comunicazione è pubblica mentre in precedenza era stata una chiacchierata tra privati, ma fino a quando non vedrò recapitata la nuova fattura di rettifica non potrò stare tranquillo fino in fondo».
Il commerciante era entrato nell’incubo nel 2012 quando deve cambiare locale e si accorge che mai ha pagato una fattura elettrica. Aveva la domiciliazione bancaria, non se n’era mai preoccupato, ma a quel punto è costretto a prendere contatti con il fornitore anche perché lo dovrà cambiare. Parla con Eni e scopre di non essere ufficialmente cliente, posizione che invece gli certifica Enel, ossia il precedente fornitore. Ricontatta quindi Eni e gli manda la copia dei consumi - normali - e ad aprile riceve la prima bolletta: 357mila euro.
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