Il governo allunga la vita agli impianti di risalita
Seggiovie, skilift e funivie non dovranno essere più smantellati dopo 40 anni Il Consorzio del Cimone e Le Piane soddisfatti: «Evitati costi insostenibili»
SESTOLA. «Una misura di questo tipo l'aspettavamo da anni, anche per equipararci agli altri paesi fondatori dell'Unione Europea. Siamo molto soddisfatti e aspettiamo gli atti attuativi e la definitiva approvazione della norma». Così Luigi Quattrini, direttore del Consorzio invernale del Cimone, commenta l'approvazione dell'emendamento al decreto “Sblocca Italia” presentato dal governo, che abolisce il principio di vita tecnica degli impianti di risalita. Seggiovie, funivie, sciovie e skilift, ai sensi della legge vigente in Italia, hanno una durata tecnica di 40 anni, oltre la quale devono essere smembrati e sostituiti da nuovi impianti. Negli ultimi anni, solo grazie al sistema delle proroghe, alcuni impianti presenti sul nostro appennino hanno potuto continuare a svolgere il loro servizio. E tanti altri si trovano ormai al limite della durata. Ecco perché l'emendamento approvato dalla commissione ambiente lo scorso venerdì rappresenta una boccata d'ossigeno per le stazioni sciistiche della montagna modenese, che potranno così non dover far fronte a costi di gestione ormai insormontabili per sostituire gli impianti in scadenza. L'emendamento stabilisce la fine del concetto di vita tecnica e, in attesa di una circolare attuativa, la proroga di un anno per gli impianti non ancora scaduti previa verifica di idoneità ai fini della sicurezza al trasporto pubblico. Gli stessi benefici sono previsti per gli impianti la cui vita tecnica è scaduta da non oltre due anni. «Questo grande risultato è stato possibile grazie alla nascita della nuova associazione Federfuni, che abbiamo istituito insieme tutte le stazioni sciistiche appenniniche e a quelle del Piemonte, del Veneto e della Lombardia, staccandoci dall'Enaf e dalle Regioni a Statuto speciale che già hanno tali benefici-ha spiegato Quattrini. Per dare un'idea, questa azione sindacale è stata portata avanti con Federfuni insieme a stazioni quali Asiago e Bormio. Con loro ed altre importanti località abbiamo incontrato a più riprese il vice ministro alle infrastrutture Riccardo Nencini». «Era ora- dice il direttore delle Piane di Mocogno Ivan Boilini - Questo emendamento, oltre a sancire le stesse regole in vigore nelle stazioni sciistiche europee e a riconoscere un principio sacrosanto- ovvero se un impianto funziona bene e la sicurezza è garantita non si capisce il motivo per cuoi debba essere sostituito- consente di salvare molti posti di lavoro e l'indotto. Si pensi al proposito che le 12 stazioni presenti in Emilia Romagna danno lavoro a 1500 persone». «Dal testo della norma mi pare possa rientrare nel beneficio anche la nostra seggiovia di Poggio Scorzatello - aggiunte il sindaco di Pievepelago Corrado Ferroni - L'impianto può infatti funzionare solo perché abbiamo ricevuto da un anno la proroga, ma se questo provvedimento sarà definitivo molti problemi di Sant'Anna si risolveranno».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
