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Italia Nostra: all’ex Amcm una speculazione edilizia

Italia Nostra: all’ex Amcm una speculazione edilizia

L’associazione attacca il piano del Comune per recuperare l’area: «Illegittimo Ben 104 appartamenti e circa seimila metri quadri di superficie per il terziario»

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Sulla riqualificazione all'ex Amcm, Italia Nostra attacca il Comune parlando di "speculazione edilizia" nell'area e di "sfida perdente sulla legalità", mentre l'amministrazione comunale incontra le associazioni e invita a sviluppare proposte scrivendo alla mail amcm@comune.modena.it.

Martedì sera l'assessore all'urbanistica Anna Maria Vandelli e il vicesindaco e assessore alla cultura Gianpietro Cavazza, hanno illustrato presso la palazzina Pucci le potenzialità culturali del largo terreno posto tra le vie Buon Pastore e Carlo Sigonio, a due passi dal centro. Serata non semplice, vista anche la storia passata dell'ex Amcm al centro di una precedente bocciatura del piano di recupero decisa dal Tar e degli attacchi dell'associazione Italia Nostra presieduta da Giovanni Losavio.

«Si va verso l'approvazione del piano urbanistico attuativo - spiega Italia Nostra in una nota - identico in pratica al piano annullato dal Tar per quel comparto. È l'ultimo di una inutile e quasi ventennale sequenza di piani: il primo lasciato cadere, il secondo caricato di troppo vasti insediamenti, annullato per ben sei motivi di legittimità. E ci stanno tutti nel nuovo piano adottato. A quasi un anno dall'adozione del piano, nella tardiva presentazione sono stati enfatizzati i contenuti culturali, in realtà invece sacrificati: non c’è spazio per le istituzioni del cinema, a Modena di assoluto rilievo. Mentre rimane la densa edificazione. Viene valorizzata, con residenza (ben 104 appartamenti), commercio e terziario (circa seimila metri quadri di superficie), l'area pubblica messa sul mercato. Una speculazione edilizia consumata dalla amministrazione comunale, proprietaria dell'area. Arriva in ritardo l'offerta di partecipazione rivolta alle associazioni, velleitaria se non può fermare l'approvazione del piano adottato annunciata entro dicembre».

Ricordiamo che il Tar negli anni scorsi ha dichiarato "illegittimo" il piano urbanistico che era stato predisposto dalla precedente amministrazione Pighi-Sitta e "illecita" la demolizione nell'estate 2010 di alcuni edifici nell'area.

Martedì il Comune ha più che altro illustrato lo sviluppo culturale all'ex Amcm. «Il cuore del progetto - spiegano gli assessori Cavazza e Vandelli - prevede di dare al teatro contemporaneo una sede per le produzioni, lo spettacolo e la formazione del pubblico. Avremo altri momenti di approfondimento e stiamo anche lavorando in collaborazione con il direttore di Ert Pietro Valenti: in questa fase il dibattito, quindi, non è tanto sugli aspetti di carattere urbanistico, ma su quali usi prevedere di questi spazi a partire dalla cultura che troverà ampi spazi negli edifici vincolati. L'asse portante saranno il teatro delle Passioni e la sede di Emilia Romagna Teatro nell'ex palazzina Enel. Modena è orgogliosamente una città europea e della cultura».

Stefano Luppi

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