«Lo sport aiuta la mente a star meglio»
Nella Rocca di Vignola l’incontro “Ci vuole un fisico bestiale”. I consigli degli esperti e le testimonianze dei pazienti
Star bene con il corpo per sentirsi meglio con la mente. È quanto emerso dal convegno “Ci vuole un fisico bestiale”, tenutosi ieri nella Rocca di Vignola all’interno del Màt, la settimana della salute mentale.
Gli ingredienti sono semplici (dieta equilibrata e movimento) e valgono sia per i “normali” sia per chi ha un disagio psichico. Una distinzione non sempre facile. «Se c’è una linea sottile tra uso e l’abuso del vino - ha spiegato Fabrizio Starace, direttore del Dipartimento di salute mentale dell’Ausl di Modena - in altri ambiti, come la depressione, è più difficile da definire rispetto a quanto pretendono i manuali diagnostici».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche un uomo di sport come Andrea Lucchetta. «Un giocatore di pallavolo professionista - ha detto “Lucky” - studia il gioco di squadra e sviluppa abilità ferree: è veramente “malato”. Serve un cervello rapido, veloce e allenato. Se si vive però solo in funzione di questo, diventa un meccanismo chiuso». L’ex centrale della Panini Modena e della nazionale azzurra, impegnato in diversi progetti per i bambini, ha lanciato un messaggio ribadito dai medici: «La sedentarietà è da combattere».
«Stare seduti più di sei ore al giorno - ha detto Gustavo Savino, farmacologo e medico dello sport - aumenta del 40% i rischi per l’organismo. Nei divani andrebbe scritto: “Nuoce gravemente alla salute”. La sedentarietà produce alterazioni che a loro volta producono stress». Il medico ha illustrato perché fare sport senza esagerare fa bene per tutti: «Alcuni pazienti con patologie psichiatriche sono stati sottoposti a un’indagine - ha aggiunto Savino - si sono lamentati di fattori limitanti come assenza di forza, farmaci, scarsi stimoli o a volte il tempo. In sinergia con i farmaci, tuttavia, si stimolano i processi emozionali e affettivi, migliorano i rapporti sociali, le relazioni e la comunicazione. Si scoprono capacità personali, si acquisisce più fiducia e sicurezza».
A Modena è partito un progetto pilota per iniziare allo sport gli utenti del servizio di Salute mentale. Due ore di palestra a settimana in cui, partendo dalla conoscenza, si svolgono diversi tipi di allenamento insieme, rafforzando autostima e socialità.
«Da noi stanno solo sei mesi - ha detto Laura Bernaroli, tecnico sportivo che collabora al progetto - poi possono proseguire in una palestra del territorio o trovare in un inserimento sociale nel contesto sportivo».
«Tra i vantaggi - ha confermato Lucia Andreoli, referente per la salute nell’esercizio fisico adattato dell’Ausl di Modena - c’è anche una migliore regolazione delle fasi del sonno, l’aumento della plasticità cerebrale e della qualità della vita».
«Il movimento è cura», ha ribadito Clelia. «Fino a vent’anni fa avevo un fisico sportivo - ha ricordato Gabriele - quando è iniziata la depressione ho smesso completamente. Ora mi sono rimesso a fare sport, anche se non rinuncio alle serate con gli amici e la buona tavola».
Un aspetto comune a molti, come ha evidenziato anche la giornata del benessere organizzata dall’Ausl di Modena. «Su duecentoquarantanove pazienti - ha spiegato Enrico Tedeschini psichiatra della azienda sanitaria - centoventitré hanno diagnosi di psicosi, ma centosettantanove sono sovrappeso».
Serve un sano stile di vita anche a tavola. Durante l’incontro sono stati illustrati i vantaggi della dieta mediterranea e s’è discusso del vino come bevanda e come sostanza. La sintesi è: “uso sì, abuso no”.
«Serve una campagna di sensibilizzazione forte - ha proposto la volontaria Chiara Boni - coinvolgendo anche chi produce».
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