Morì schiacciato in ditta Il pm chiude le indagini
Fiorano. Preludio alla richiesta di rinvio a giudizio. L’ad di System Logistic accusato di omicidio colposo. A Stefani contestato l’illecito amministrativo
FIORANO. Il pubblico ministero ha chiuso le indagini per la morte di Cristian Sinopoli, il 38enne dipendente della System Logistic che il 6 febbraio 2013 era rimasto ucciso in un infortunio in un'azienda del Vicentino (la Fral nel Comune di Monticello Conte Otto) dove stava eseguendo un intervento di manutenzione su un macchinario fornito dalla stessa System Logistic. L’atto, che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, è stato notificato ai due indagati: l’amministratore delegato della System Logistic spa Luigi Panzetti accusato di omicidio colposo aggravato e il legale rappresentante, Franco Stefani, chiamato a rispondere di un illecito amministrativo legato alla mancata adozione di misure di sicurezza e prevenzione. Il pm che procede, Paolo Pecori della Procura di Vicenza, ha sottolineato come «la consolle di comando», dove un collega di Sinopoli stava manovrando i comandi, «per la sua posizione non permette all’operatore di vedere i movimenti del collega che si trova sul lato opposto della macchina». Una morte che il pm definisce «cagionata (da parte dell’indagato, nda) da colpa generica consistita in negligenza, imprudenza e imperizia, ignorando i segnali di pericolo provenienti da un infortunio mortale avvenuto con analoghe modalità nell’anno 2005 su una macchina identica e non dandosi carico di prevedere gli usi scorretti ragionevolmente prevedibili». Contestata anche la «colpa specifica per violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro», norme che il pm elenca punto per punto nell’avviso. A Franco Stefani viene contestato un illecito amministrativo per «l’omessa adozione di un modello organizzativo previsto» da diverse norme «che avrebbe consentito di evidenziare i rischi derivanti dalle operazioni di installazioni e manutenzione dei magazzini automatici verticali». Ora i due indagati avranno la possibilità di presentare memorie e documenti e, scaduto il termine, il pm procederà con la richiesta di rinvio a giudizio. «Per arrivare a questo abbiamo combattuto strenuamente per un anno e mezzo, da soli, alzando la voce - ha commentato Maria Teresa Sinopoli, sorella della vittima - Quando i parenti delle vittime non hanno la forza e la rabbia che abbiamo avuto noi, si ritrovano a dover subire ritardi e ingiustizie. Ci auguriamo che, arrivati a questo punto, ora le cose procedano più velocemente. Quello che ci preoccupa sono i tempi della giustizia, perchè si rischia la prescrizione. Per quanto riguarda le due diverse responsabilità, noi riteniamo Panzetti e Stefani ugualmente colpevoli. Per noi non può esserci differenza; era già morta un’altra persona nel 2005 in circostanze analoghe e non sarebbe dovuto più accadere». «Speriamo che tutto questo serva perchè non muoia più nessun’altro - ha aggiunto il fratello di Cristian, Pasquale - se qualcuno avesse fatto il proprio dovere e il proprio lavoro con coscienza già quando nel 2005 morì l’altro tecnico della System, ora non ci troveremmo qui a piangere un altro morto. Mi auguro che ora vengano bloccati tutti i macchinari come quello che ha ucciso mio fratello e ne venga imposta la messa in sicurezza».
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