«Poche persone ancora sfollate»
Soliera. Il sindaco: «Richiesti 10 milioni di contributi. Tanti inagibili in campagna»
SOLIERA. A più di due anni dai terremoti di maggio 2012, il sindaco Roberto Solomita traccia un bilancio della ricostruzione. «Il patrimonio edilizio privato, in proporzione, è stato meno danneggiato rispetto alle strutture pubbliche sul territorio di Soliera. Dopo la prima fase dell'emergenza, gli edifici abitativi risultati effettivamente inagibili sono stati circa 170». La maggior parte degli edifici aveva avuto danni classificati come A e B, e che sono stati quindi sistemati molto rapidamente.
«Per quanto riguarda le imprese, le ordinanze di inagibilità sono state pochissime», prosegue il sindaco; i principali effetti del sisma sono quindi state le ordinanze che hanno reso obbligatorio l'adeguamento sismico dei capannoni, obbligo a cui la maggior parte delle imprese solieresi ha prontamente adempiuto. I danni maggiori all'edilizia privata, comunque, si sono avuti in campagna, negli edifici rurali; infatti il Piano della Ricostruzione adottato definitivamente dal consiglio comunale lo scorso 29 luglio ha inciso soprattutto su quegli edifici (poche decine) che avevano bisogno che fossero tolti dei vincoli per poter procedere alla ricostruzione, a causa delle modifiche che sono intervenute in campo urbanistico sulle abitazioni di campagna.
Le inagibilità urbane - ricorda il sindaco - sono state davvero poche: il caso più eclatante era stato quello del grande palazzo che si trova in centro a Soliera, che però poi si era rivelato essere un danno B, e nel giro di sei mesi è stato sistemato, perciò il problema è rientrato subito».
«In totale i fabbricati dichiarati inagibili a Soliera a seguito del sisma sono stati 321. Di questi, 185 hanno riportato danni di categoria E (molto gravi). Ad oggi sono circa 240 i fabbricati in cui l’inagibilità non è stata revocata. Si parla di fabbricati e non di abitazioni perché buona parte di questi edifici non era abitata (si tratta di antiche stalle e fienili, fabbricati rurali dismessi), quindi il numero degli sfollati è limitatissimo. Dei 240 fabbricati inagibili, solo una parte ha i requisiti per chiedere il contributo per la ricostruzione. «Sono stati domandati circa 10 milioni di euro di contributi- aggiunge Solomita - e ne sono stati riconosciuti ammissibili per ora circa la metà; una parte dei restanti riguarda pratiche in corso di istruttoria, mentre una parte è relativa a richieste di contributo rigettate perché inammissibili».
A Soliera sono inoltre stati assegnati 7 moduli rurali prefabbricati, presso altrettante famiglie con abitazione inagibile. Nei primi mesi dopo il sisma, i nuclei sfollati a cui era stato inizialmente assegnato il Cas (Contributo di autonoma sistemazione) erano 101, calate a meno della metà già nel corso del 2013; ad oggi, le famiglie che ancora non hanno potuto fare rientro nelle proprie abitazioni, a detta del sindaco, sono solo poche decine.
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