«Tecnici corrotti per avere più soldi»
Lo sportello dedicato ai professionisti ha raccolto diverse denunce. La magistratura apre le indagini sulla ricostruzione
Quello che da mesi si sussurrava tra professionisti ora è messo nero su bianco dall’Osservatorio sulla Legalità nella ricostruzione: nella Bassa ci sono sospetti casi di corruzione tra imprese e tecnici comunali. Sospetti e neppure tanto, visto che le denunce arrivano da altri professionisti e alle quali dovrebbero seguire indagini vere da parte della magistratura. A ufficializzare il vociare è Beatrice Fonti, consigliera dell’Ordine degli ingegneri di Modena e referente del Comitato Unitario delle professioni, ossia colei che quelle segnalazioni le ha raccolte attraverso uno sportello permanente di ascolto. E stavolta, pur calcando la mano sulle infiltrazioni malavitose, la Fonti non risparmia stoccate neppure ai colleghi “nostrani”. Nel documento diffuso si parla di “Sospetta corruzione con coinvolgimento dell’impresa esecutrice, del proprietario dell’immobile e dei tecnici comunali, con l’aiuto dei professionista che ha diretto i lavori, finalizzata ad ottenere contributi regionali più alti rispetto all’importo dei lavori da eseguire” (una denuncia). Ma anche una certa “illegalità diffusa tra proprietari ed imprese esecutrici per ottenere costi ufficialmente più alti ma spese effettive più basse” (cinque denunce). E ancora imprese che offrono, anticipando soldi, pacchetti “tutto compreso”, dalla progettazione fino alle spese di alloggio del personale: in questo caso la Fondi ipotizza anche una sospetta usura nel caso non sia riconosciuto il contributo della Regione. «Perché se hai fatto i lavori e la Regione non ti dà i soldi, tu devi pagare l’impresa che li ha anticipati», spiega pur evidenziando che casi simili erano tipici ad inizio emergenza. E ancora, tra le denunce emergono offerte di acquisto di immobili danneggiati o non più agibili a prezzi stellari.
L’autocritica si sofferma anche sui professionisti “che, oltre ad esternalizzare pratiche a uffici non meglio identificati, garantiscono il buon esito degli iter autorizzativi a fronte di un +10/15% in parcella”.
Ma nell’incontro pubblico si è anche discusso di white list e dei controlli nei cantieri che “non devono solo essere eseguite da tecnici pubblici o addetti Ausl, ma da soggetti terzi che certifichino la correttezza dei lavori perché stiamo usando soldi pubblici”. Una dotazione economica che ricade sulla trasparenza tanto che l’Osservatorio evidenzia come sarebbe il caso di applicare il principio della trasparenza piuttosto che quello della privacy, rendendo pubblici contributi, lavori e subappalti.
E mentre si spinge sempre di più su un ufficio ricostruzione centralizzato magari nelle Unioni dei Comuni, il sindaco Muzzarelli torna sui primi giorni dell’emergenza quando “Mario Monti ha fatto fatica a capire cos’era successo, qui non c’erano assicurazioni private... Il merito di Vasco Errani è stato quello di essere una lima costante».
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