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Ateneo, corsi in lingua in alto mare

di Marcello Radighieri
Ateneo, corsi in lingua in alto mare

Non ancora avviati i “lettorati”. L’Università parla di semplice riorganizzazione, gli interessati temono di essere “tagliati”

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«Siamo in attesa di informazione da parte dell'amministrazione dell'ateneo su come saranno strutturati i lettorati e quando inizieranno le attività didattiche per l'anno 2014-2105». Sul sito del Centro Linguistico d'Ateneo, la struttura interno all'Unimore addetta all'insegnamento delle lingue straniere nelle diverse facoltà, compariva ieri questo messaggio. Si tratta dell'ulteriore rinvio dell'avvio dei lettorati, ovvero dei corsi tenuti da docenti madrelingua stranieri. Corsi che, teoricamente, sarebbero dovuti partire il 6 ottobre; e che invece risultano ancora fermi.

Alla base di tutto c'è la ristrutturazione decisa dal consiglio di amministrazione dell'Unimore. Ma la situazione non sembra essere esattamente chiara nemmeno allo stesso CLA, che, anzi, ammette, per bocca del suo direttore, Mark Fisher, che lo scenario è «di difficile comprensione dal nostro punto di vista». Dall'Ateneo confermano che «da parte degli organi accademici si sta concludendo un processo di riorganizzazione delle attività del Centro Linguistico, dovuto a forzati e necessari tagli che si dovranno apportare a veri settori». Si parla di circa 100mila euro, che vanno ad incidere anche sui lettorati. Ma che sicuramente «non investono i docenti di ruolo», si affretta a precisare l'Università. A farne le spese sarebbero insomma i lettori esterni - in tutto una decina, riuniti in un'associazione che da tempo collabora con il CLA. Ma la prospettiva non piace nemmeno ai professori che non rischiano il ruolo. Temono che l'aumento delle ore a loro carico possa influire negativamente sulla qualità dell'insegnamento. «Siamo consapevoli - scrivevano pochi giorni fa in un comunicato stampa firmato dal "Collaboratori esperti linguistici dell'ateneo" - che queste scelte e la dilazione dei tempi pregiudicano sia gli studenti che l'efficacia della nostra didattica». Sulla questione si è tenuto un incontro ieri al Dipartimento Linguistico.

L'ipotesi formulata prevede l'avvio dei lettorati già a partire dal prossimo mercoledì. E, per quanto riguarda i docenti di ruolo, si è parlato di un aumento del 30% delle ore in classe - che arriverebbero così a 24 nell'arco di una settimana - a cui va aggiunto poi il relativo lavoro "a casa". Su questo punto, però, l'Ateneo si mostra tranquillo. Tanto che manifesta «la convinzione che le misure "restrittive" prese nei confronti del CLA soprattutto non andranno ad impattare sulla qualità del servizio e dei corsi che vengono organizzati per gli studenti». In ogni caso lo stallo non sembra trovare, al momento, soluzione certa. E da parte degli studenti crescono «il disappunto e la rabbia».

Nonostante l'Unimore rammenti infatti come il piano di riorganizzazione sia stato approvato anche dai rappresentati universitari, alcuni giovani iniziano a mobilitarsi. Soprattutto al Dipartimento Linguistico, dove il problema, per ovvie ragioni, è particolarmente sentito. «Non è ammissibile che io vada a specializzarmi in un corso di questo tipo senza poter usufruire dei lettorati», spiega in merito Simone Giovannini. Mercoledì alcuni di loro si sono incontrati, con l'obiettivo di decidere una linea d'azione comune. «Abbiamo iniziato una raccolta firme per avere una visione realistica del problema. Come primo passo, martedì andremo dal referente del corso per chiedere spiegazioni e tentare di smuovere qualcosa».

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