Capannone a fuoco attività in ginocchio
Campogalliano. Rogo devasta il magazzino di un ambulante In fiamme due furgoni, un muletto e la merce. Escluso il dolo
CAMPOGALLIANO. Le fiamme si sono alimentate con il passare delle ore. Subdole, silenziose, senza farsi notare dai passanti. Dalla notte hanno lavorato sottotraccia, distruggendo due furgoni, un muletto e migliaia di euro di merce. Ecco il bilancio della devastazione portata dal rogo divampato in un capannone di via Bachelet, da cinque mesi in uso a Carmine Pompeo, venditore ambulante. È stato proprio lui, ieri all’alba, a sospettare che qualcosa stava bruciando. Di prima mattina è arrivato nello stabile preso in affitto da poco tempo, dopo aver disdetto il vecchio magazzino di Carpi, ma una volta giunto davanti al portone d’ingresso è stato investito da un violento odore di cenere e fumo. Ha da subito sospettato che qualcosa non andasse all’interno, ma per precauzione ha contattato i vigili del fuoco.
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Sul posto sono quindi intervenute le squadre di Modena e Carpi, è spettato ai pompieri tagliare la porta e trovarsi di fronte alla devastazione. I due furgoni erano ormai carbonizzati così come la merce che l’ambulante vende al mercato. Oggetti dal valore minimale se presi uno ad uno, ma che se sommati fanno una bella cifra. Ci sono stati problemi anche per un muletto utilizzato per lo spostamento dei prodotti, ma al danno si aggiunge danno. Perché le alte temperature hanno sbriciolato una parte del tetto, che poi è imploso, rendendo di fatto inagibile l’intera struttura.
Le operazioni dei vigili del fuoco sono durate fino a metà mattina, prima per spegnere i residui delle fiamme e poi per accertare le cause dell’incendio su cui è stata aperta un’inchiesta. Dai primi riscontri, condivisi anche con i carabinieri, non emergono segni di effrazione nel capannone e non a caso il portone d’ingresso è stato aperto dai pompieri. Il che lascerebbe cadere da subito l’ipotesi del dolo, facendo propendere per un rogo causato da un corto circuito, probabilmente partito da uno dei furgoni. Ma su questi aspetti gli inquirenti si sono presi un po’ di tempo per indagare a fondo e incrociare tutti i dettagli raccolti nel corso del sopralluogo.
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Nel frattempo Carmine Pompeo si è recato in caserma per sbrigare alcune pratiche burocratiche legate al rogo. E lì, di fronte ai militari, ha espresso tutta la propria preoccupazione per quanto accaduto. (f.d.)
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