Il “balzello” di Hera sull’acqua «È stato sbagliato il metodo»
Obiettivo condivisibile, strumento giusto ma metodo «sbagliato». È in sintesi la posizione che l’assessore all’Ambiente del Comune di Modena Giulio Guerzoni ha espresso rispondendo in consiglio...
Obiettivo condivisibile, strumento giusto ma metodo «sbagliato». È in sintesi la posizione che l’assessore all’Ambiente del Comune di Modena Giulio Guerzoni ha espresso rispondendo in consiglio comunale all’interrogazione sull’istituzione del Fondo Fughe Acqua di Per me Modena, illustrata dalla capogruppo Adriana Querzé.
La consigliera ha chiesto in particolare se l’amministrazione ritiene regolare la decisione di Hera di addebitare a tutti i modenesi l’iscrizione al fondo, che prevede la possibilità di usufruire di un rimborso per consumi elevati e determinati da perdite d’acqua accidentali, prelevando 15 euro in più all’anno dalle bollette di ogni utente, o se al contrario non è una scelta elusiva rispetto al decreto sul Codice del consumo, che vieta di richiedere al consumatore pagamenti di servizi che non abbia regolarmente ordinato. Querzé ha evidenziato un problema di scarsa trasparenza e chiarezza di Hera verso gli utenti e ha chiesto se «è giusto gravare i cittadini di nuova burocrazia per poter disdire un prelievo di denaro che non è stato richiesto?».
L’assessore ha evidenziato che le fughe idriche anomale a valle del contatore sono di responsabilità di ciascun utente, «ma è evidente – ha detto – che, di fronte a consumi non attesi che generano danni economici a volte ingenti nei confronti dei cittadini, occorre una presa in carico del problema da parte dei gestori e anche degli enti preposti, come Atersir e Comuni, per quelle che sono le loro competenze. Un approccio mutualistico tra cittadini e gestore è da sostenere – ha aggiunto – ma, ed è su questo che si è verificata la criticità più grossa nel caso del Fondo Fughe Acqua, il merito della soluzione individuata deve andare di pari passo con il metodo con cui la soluzione stessa viene proposta ai cittadini». Guerzoni ha precisato che «se, da un lato, quello del fondo viene visto come un “servizio non richiesto” che dovrebbe prevedere l’assenso per rilasciare un corrispettivo economico, dall’altro rappresenta un nuovo strumento per la risoluzione di un disservizio pubblico che non comporta utilità economiche per il gestore». Di fatto, per una famiglia con due componenti che consuma in un anno 100 metri cubi di acqua a un costo medio di 2 euro a metro cubo (circa 200 euro di spesa annua), ad esempio, una fuga occulta di 2 mila metri cubi comporterebbe una spesa di 4 mila euro, ridotta a 386 con la regolamentazione del Fondo fughe acqua, a fronte di circa 1.980 euro con l’applicazione della regolamentazione ex Ato Modena.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google