Il garante in carcere: «Qui non ci sono casi di Tbc attiva»
La Garante dei detenuti, Desi Bruno, si è recata lunedì alla Casa circondariale di S. Anna, accompagnata dalla direttrice, Rosa Alba Casella, e dal comandante del reparto della Polizia penitenziaria,...
La Garante dei detenuti, Desi Bruno, si è recata lunedì alla Casa circondariale di S. Anna, accompagnata dalla direttrice, Rosa Alba Casella, e dal comandante del reparto della Polizia penitenziaria, Mauro Pellegrino: la visita è stata l'occasione per verificare il primo caso in regione di “regime aperto”, cioè la possibilità per i detenuti di frequentare 6 ore al giorno ambientiseparati dalle camere di pernottamento.
Bruno si è inoltre premurata di verificare - viene aggiunto - la situazione sanitaria dell'istituto, specie legata a presunti casi di tubercolosi: al 19 settembre 2014, a fronte di 93 positività su 251 test di Mantoux, «i successivi accertamenti radiologici hanno sempre escluso la malattia tubercolare attiva». L'Azienda sanitaria, riferisce la Garante, ha già suggerito alla direzione della struttura di «porre particolare attenzione al rischio di malattie infettive per gli agenti di Polizia penitenziaria e per il personale attraverso educazione sanitaria, lo screening delle malattie infettive, con riferimento alla tubercolosi, e alle vaccinazioni».
In merito alla popolazione carceraria, in linea con i dati regionali non si sono ravvisati profili di sovraffollamento: 380 i detenuti presenti, di cui 26 donne; 127 i tossicodipendenti; 234 gli stranieri. Si registra una forte caratterizzazione in termini di presenza di detenuti autori di reati sessuali (sex-offenders), per cui però mancano puntuali progetti terapeutici atti a prevenire il rischio di recidiva. Sono 239 i condannati in via definitiva, 76 quelli in attesa di primo giudizio, 27 gli appellanti e 38 i ricorrenti; 19 gli ammessi al lavoro all'esterno, 6 i semiliberi, 1 semidetenuto. È in atto la separazione degli imputati dai condannati. Le sezioni risultano tutte “aperte”, anche nella vecchia struttura, con i detenuti che passano più di 8 ore al giorno fuori dalla cella. Grande parte della visita è stata dedicata ai colloqui con i detenuti, durante i quali sono state sollevate, diverse problematiche. Tra queste il razionamento dell'uso dell'acqua, i prezzi elevati per alcuni generi alimentari e il mancato rispetto del principio di territorialità della pena.
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