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Lotta con il rapinatore lo disarma e lui fugge

di Francesco Dondi
Lotta con il rapinatore lo disarma e lui fugge

Maranello. I carabinieri trovano il bandito a casa: in manette un 60enne di Pozza Il colpo al negozio Pignattari. La vittima: «Lo conosco: mi spiace, è un disperato»

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MARANELLO. Ore 6,50 del mattino: Giovanni Righetti, come ogni giorno, alza prestissimo le serrande nel negozio Pignattari Velia di via per Vignola, a Pozza. È arrivato per pulire in vista dell’apertura quotidiana dell’attività di mangimi, graniglie e piante. Pochi istanti dopo, alle sue spalle si palesa un’ombra che lo aggredisce all’improvviso. Indossa un passamontagna e brandisce un coltello da cucina, lo punta alla gola del negoziante e lo minaccia: «Voglio i soldi, dammi i soldi».

Righetti però, seppur sorpreso, non cede, anzi. Afferra il coltello con le mani e riesce a strapparlo al rapinatore, ferendosi anche ad un avambraccio. L’altro, allora, non sa più che fare, prende paura e non trova di meglio che spintonare il commerciante, gettandolo a terra per poi fuggire. Ma il balordo ha poche possibilità di scampare alla legge. Sul posto, infatti, si porta rapidamente una pattuglia dei carabinieri di Maranello, insieme all’ambulanza del 118 che medicherà Righetti.

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I militari controllano le telecamere a circuito chiuso e ascoltano la testimonianza della vittima che fornisce una serie decisiva di indizi, compresi i dettagli del vestiario. Il rapinatore è inoltre fuggito a bordo di una Fiat Punto bordeaux, vecchio modello. In paese ce n’è una sola e appartiene proprio a quell’uomo immortalato nelle riprese video. Il cerchio è pressoché chiuso, bisogna soltanto trovare la conferma definitiva. E così i carabinieri si portano presso l’abitazione di V.F., 60 anni, dove aggiungono l’ultimo tassello all’indagine visto che nella Punto trovano sia il coltello che l’abbigliamento indossato durante la rapina. «Ho fatto una fesseria», ammette subito l’improvvisato bandito prima di essere arrestato.

Si tratta di una persona conosciuta a Pozza e che anche Righetti ha visto più volte. «Quando mi ha preso alla gola pensavo scherzasse - ammette la vittima - Poi ho sentito il coltello mentre lui mi urlava che voleva i soldi. Ho preso il coltello in mano e mi sono girato, lui ha mollato, mi ha spinto ed è fuggito. So che l’hanno arrestato, lo conosco, l’ho sempre giudicato una brava persona, poverino, è un disperato. Chissà cosa gli è passato per la testa? Magari aveva bisogno di soldi. Sinceramente se avessi saputo quello che gli sarebbe accaduto non avrei neanche chiamato i carabinieri, avrei taciuto, mi dispiace per lui. Sono convinto che non abbia dormito tutta la notte pensando a come fare la rapina; avrà immaginato migliaia di volte la situazione poi è venuto qui e si è fatto prendere dalla paura».

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