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Sinopoli, la vedova: «Burocrazia folle»

Sinopoli, la vedova: «Burocrazia folle»

FIORANO. È una situazione paradossale di burocrazia inefficiente, omissioni e lungaggini giudiziarie quella che sta vivendo la compagna di Cristian Sinopoli, il 38enne dipendente della System...

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FIORANO. È una situazione paradossale di burocrazia inefficiente, omissioni e lungaggini giudiziarie quella che sta vivendo la compagna di Cristian Sinopoli, il 38enne dipendente della System Logistic morto in un infortunio sul lavoro nel febbraio 2013 in un’azienda del vicentino mentre faceva manutenzione a un macchinario della stessa System. Il pm dopo un anno e otto mesi ha notificato agli indagati, l’ad e il rappresentante legale del gruppo, l’avviso di conclusione delle indagini, preludio alla richiesta di rinvio a giudizio. Intanto però Ilaria Muzzu deve tirare avanti con le due figlie, una delle quali nata un mese dopo la morte del padre. «Io e Cristian non eravamo sposati - spiega Ilaria - e per la seconda figlia è stato necessario avviare la pratica di riconoscimento, con esame del Dna e iter giudiziario, affinchè potesse prendere il cognome del padre ed essere riconosciuta anche lei erede legittima come la sorella. Ma questo iter si è rivelato lunghissimo; abbiamo un’altra udienza a inizio 2015 e questo mi ha creato problemi per poter vedere liquidate le somme che ci spettano». Ilaria ha diritto alla liquidazione del Tfr e di un’assicurazione sulla vita stipulata dall’azienda con l’erede legittimo come beneficiario, «della cui esistenza però ho saputo solo nel marzo 2014. Peraltro l’assicurazione si è detta disponibile a liquidare solo lo scorso 30 settembre». Se Ilaria dovesse decidere di accettare la liquidazione di Tfr e assicurazione, l’unica a beneficiarne sarebbe la figlia maggiore «e io non voglio creare differenze tra le mie due figlie». Ma perché entrambe le figlie di Cristian possano avere accesso alle somme, occorre attendere la conclusione dell’iter giudiziario del riconoscimento. «E non è detto che all’udienza di inizio 2015 la cosa finisca, ci sarà da aspettare ancora qualche mese. Peraltro potrebbe anche accadere che il giudice blocchi la cifra fino al compimento dei 18 anni delle bambine». Ma Ilaria avrebbe bisogno di aiuto ora. «L’azienda ha pagato il funerale e la lapide, poi aveva promesso di provvedere alle bambine ma non ho più sentito nessuno; ora la mia figlia maggiore ha una rendita Inail e una pensione Inps del padre, in tutto 1300 euro. Io da gennaio resterò senza impiego perché il mio datore di lavoro ha deciso tagli al personale. Ho dovuto bloccare il mutuo della casa per sei mesi ma ora devo ricominciare a pagarlo». Intanto l’azienda è intervenuta ribadendo «la conformità delle proprie macchine alle norme sulla sicurezza, validata da organismi italiani e internazionali» e che «fornirà alla magistratura tutti i chiarimenti necessari ad accertare l’accaduto».

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