Tutti i nodi dello Sblocca Italia
L’inceneritore raddoppierà anche senza nuovo camino, trivelle libere, acqua ai privati e Cispadana ok
La fiducia posta alla Camera al decreto “Sblocca Italia”, che ora dovrà approdare rapidamente al Senato, avrà evidenti ricadute anche sul Modenese. Si va dagli inceneritori all’acqua pubblica, passando per le trivelle, lo stoccaggio gas di Rivara e la Cispadana.
INCENERITORE
Se passa il fatidico articolo 35 del decreto sblocca Italia, sarebbe obbligatorio (mentre oggi è solo una facoltà) riautorizzare gli impianti esistenti alla massima capacità termica nominale che, in termini quantitativi, è equivalente, per la sola attuale quarta linea, a una quantità tra le 198.400 e le 268.000 tonnellate, spiega Sandra Poppi candidata per “L’altra Emilia”. Nel caso di Modena pesa l’estensione già concessa nell’ultima modifica dell’autorizzazione integrata ambientale soggetta al ricorso al Tar e quindi Hera potrebbero avere un gioco più agevole: tutto da valutare è se l’incremento della quantità oltre le 240.000 tonnellate o una estensione del territorio andranno poi almeno assoggettate a verifica di Via, benchè quest'ultimo aspetto sia stato implicitamente negato nella ultima Aia.
ACQUA PUBBLICA
Si modifica la disciplina riguardante la gestione del bene acqua, imponendo un unico gestore in ciascun ambito territoriale e individuando, di fatto, nelle grandi aziende e multiutilities, di cui diverse già quotate in borsa, i poli aggregativi. «Ciò si configura come un primo passaggio propedeutico alla piena realizzazione del piano di privatizzazione dell’acqua e dei beni comuni», dicono i critici tra cui Vittorio Ferraresi (M5s) che rivendica il ruolo del referendum del 2011.
TRIVELLAZIONI
Novantadue richieste di coltivazioni in terra e 50 permessi di ricerca in mare: ecco i progetti in attesa in Emilia Romagna. Lo “Sblocca Italia” concede al ministero dell’Ambiente ogni tipo di decisione sulle concessioni che possono arrivare fino a 30 anni e allungarsi poi di altri 20. Le Regioni potranno fare solo osservazioni, ma decade il principio dell’eventuale diniego vincolante.
DEPOSITO GAS RIVARA
Vale lo stesso discorso fatto per le trivellazioni: sarà solo il ministero dell’Ambiente a decidere, assogettato all’interesse strategico nazionale. Ecco perché la vertenza sul maxi-stoccaggio gas non è ancora del tutto chiuso e anzi, oltre ai tre ricorsi al Tar della società inglese che vuole il progetto, pende anche l’impugnativa alla Via iniziale, sottoscritta da tre attivisti grillini e che potrebbe risultare decisiva nella conclusione della battaglia della Bassa.
CISPADANA
È il fronte caldissimo: lo Stato subentrerà nei rapporti con il concessionario che realizzerà la Cispadana, considerata opera strategica. «Lo Stato, quindi - spiega il deputato Pd Davide Baruffi - conferma il suo impegno per la realizzazione di un’opera che l’Emilia e l'Area Nord stanno aspettando ormai da troppi anni. Sono strumentali le affermazioni di chi parla di un disimpegno da parte del Governo». Lo Stato però non sborserà neppure un euro. «Lo Stato - dice Paglia (Sel) - scrive che può subentrare alla Regione e quindi il Governo derubrica l'impegno. Una buona notizia». «Il Governo - denuncia Dell’Orco (M5s) - si sta adoperando per prorogare la concessione scaduta sulla A22 ad Autobrennero, senza bando di gara e anche a costo di rischiare una procedura di infrazione. Senza questa proroga Autobrennero perderebbe infatti anche l’interesse alla realizzazione della Cispadana».
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