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Via libera al registro sulle unioni civili

di Davide Berti
 Via libera al registro sulle unioni civili

Muzzarelli: «Giornata storica: qui non facciamo del cinema, rispettiamo le regole. Martedì porterò la bozza in giunta». SONDAGGIO: Sei favorevole o contrario?

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Doveva spaccarsi il Pd e invece il consiglio comunale di ieri pomeriggio ha prodotto un risultato storico su un tema molto delicato come quello del registro delle unioni civili: il «sì» al registro delle unioni civili, in cui fare confluire la registrazione volontaria dei matrimoni omosessuali contratti all'estero, ma anche quelle di tutte le unioni civili tra cittadine e cittadini modenesi dello stesso o di diverso sesso porta la firma di Pd, Cinquestelle, CambiaModena, Udc (con un emendamento Pellacani ha chiesto di precisare i mancati effetti giuridici dell’atto), Sel e l’astensione di Per Me Modena e Forza Italia col solo voto contrario dell’Ncd. Il Pd ha votato senza divisioni la sua mozione, si è astenuto sull’altro documento approvato ieri, quello proposto da Adriana Querzè e Memi Campana, in un reciproco scambio di astensione politica che ha comunque un valore ben preciso.

C’è stato il confronto e non lo scontro e alla fine l’asse Pd ha retto. Un bel risultato per il capogruppo “ex dimissionario” Paolo Trande, messo subito alla prova con un tema spinoso. Merito di una posizione di mediazione che ha fatto confluire su un’unica posizione progressisti e conservatori. Merito, certamente, di quell’asse che vede da una parte e dall’altra Francesca Maletti e Gian Carlo Muzzarelli: fino a quando questo asse rimarrà in equilibrio problemi non ce ne saranno, nemmeno in operazioni complicate come quella di ieri. Si tratta di capire quanto durerà.

Bocciato invece il testo di Sel, favorevole anche alla trascrizione: su questo voto va segnalata l'astensione della dem Giulia Morini, l'unico “fuori programma” nel gruppo Pd: «Non me la sono sentita di votare contro perchè sono di più i punti di contatto che di disaccordo», minimizza Morini dopo i lavori. Bocciate anche le mozioni di Per Me Modena sulla trascrizione e dell’Ncd.

«Oggi - ha commenta il simdaco Muzzarelli in aula - è una giornata molto importante per i nostri cittadini, marchiamo il senso di marcia verso una comunità plurale. Non ero e non sono disponibile a discutere fuori dall'impianto delle regole, l'obiettivo dell'amministrazione comunale è proprio quello di farle rispettare», riferendosi al tema della trascrizione. Così poi il sindaco modenese ha confermato la distanza da colleghi Pd: «Io non voglio fare del cinema, ma passo dopo passo seguire un percorso per costruire una società più coscienziosa. Martedì porterò la prima bozza in giunta». Entro l’anno entrerà in vigore. Per Muzzarelli, «bisogna distinguere ruoli e funzioni senza scorciatoie: qualcuno lo ha fatto, ma io ho il difetto di essere un uomo delle regole e della politica». Niente trascrizione all'anagrafe dei matrimoni gay, quindi: «la circolare ministeriale del 7 ottobre - ricorda il sindaco - esclude la trascrizione di tali matrimoni. La questione è di competenza esclusiva del legislatore e spetta quindi al parlamento procedere. Se stiamo ai costituzionalisti ci divertiamo, anche a Modena ce ne sono... l'iscrizione è priva di effetti giuridici, ma è l'inizio di un nuovo percorso che avrà tempi rapidissimi».

A seguire i lavori dell’aula, ieri, anche una nutrita schiera delle associazioni che difendono i diritti degli omosessuali e tra i banchi del consiglio diversi consiglieri, in maniera bipartisan, si sono appuntati sul petto il triangolo rosso (nei campi di concentramento nazisti era rosa ndr), tra i simboli più utilizzati per rimarcare la lotta per i diritti della comunità gay.

Il voto di ieri, comunque, non risolve tutti i problemi. Adriana Querzè, la prima a portare in aula la questione, aveva parlato di trascrizione dei matrimoni, atto ancora non riconosciuto che il prefetto impugnerebbe: qui il Pd ha rimandato il problema spostando l’asse del ragionamento. Ma la politica è anche questo.

@dvdberti

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