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Cappi d’acciaio, bracconiere denunciato

Cappi d’acciaio, bracconiere denunciato

Fanano. Aveva nascosto le trappole. Allarme lanciato da una vicina che ha visto un capriolo soffocato

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FANANO. È stato denunciato per bracconaggio e maltrattamento di animali. Un residente di Fanano, che sarà perseguito penalmente per i reati che gli vengono attributi , aveva infatti disseminato all'interno e al confine della sua proprietà trappole per la cattura di ungulati. I “lacci”, così chiamati in gergo, non sono altro che cappi con nodo scorsoio ed erano stati confezionati con cavi di acciaio ed assicurati ad alcuni pali di recinzione in mezzo all'erba. Il sistema, che sembra fosse stato predisposto da diverso tempo, pare aver funzionato visto che un capriolo è caduto nella trappola ed è morto soffocato tentando di liberarsene. Ad accorgersi dell'accaduto una signora che risiede poco distante e che ha chiamato subito il centro fauna selvatica Pettirosso e in seguito il Corpo Forestale.

«Il nostro intervento sarebbe stato superfluo, visto che l'animale era già morto - ha spiegato Piero Milani del centro Pettirosso - È incredibile che a Modena nel 2014 accadano fatti così raccapriccianti: l'animale è morto soffocando lentamente. Un fatto aberrante, incivile e di una violenza inaudita». La vicina che ha scoperto la carcassa dell'animale con ancora il cappio al collo, ha poi trovato a non più di dieci metri da casa un altra trappola identica, nella quale avrebbe potuto finire uno dei suoi cani. Pare che il residente denunciato si sia giustificato con gli uomini del Corpo forestale spiegando di aver installato le trappole solo per difendere le sue coltivazioni dal passaggio di ungulati, che già in altre occasioni gli avevano distrutto frutta e verdura dell'orto. In realtà ci sono sistemi più sofisticati e soprattutto consentiti dalla legge per difendere i terreni dal passaggio di cinghiali e caprioli, come i recinti elettrici. Del caso si sta interessando anche la Lav.

Francesco Seghedoni

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