Carpi, finita l’era del “campanile” «Protagonista oggi è il territorio»
Il primo cittadino: «Ma la nostra città resta un “brand” su cui puntiamo per attirare nuove aziende» I programmi per il futuro: casello autostradale a Fossoli, rimodulazione dei servizi e meno sprechi
«Adesso devono essere protagonisti i territori, non i “campanili”».
Sembra ormai esaurito, sotto le spallate della crisi economica, il tempo di Carpi al centro di mille interessi. Lo ha ammesso indirettamente il sindaco Alberto Bellelli ieri mattina in occasione del “focus” organizzato dalla Gazzetta. «Ci hanno tolto anche il Tribunale», ha sottolineato il primo cittadino, accompagnato per l’occasione dall’assessore alle Politiche Scolastiche, Stefania Gasparini. Eppure ai tempi dei “pronto moda”, negli anni ’80, si aveva la sensazione di vivere in una città autonoma, in un certo senso autosufficiente. Si invitavano i tedeschi al “Festival del Lied” organizzato al Comunale per incentivare i buoni rapporti tra gli imprenditori del tessile e i nostri principali clienti. Tempi andati.
«Carpi - ha ribadito Bellelli - è dentro un sistema che va valorizzato e potenziato. Guardo ai Comuni dell’Area Nord, a Modena, ma anche a Correggio la cui zona industriale è l’estensione della nostra».
E questo passa anche per il potenziamento delle infrastrutture.
«Stiamo ragionando sull’ipotesi di un casello dell’A22 a nord di Carpi, come naturale collegamento con la futura Cispadana. Potrebbe nascere nella zona di Fossoli ed andare a collegare, tramite via Grilli, la zona industriale Autotrasportatori».
Anche Modena, a cui a quanto pare bisognerà sempre più fare riferimento, non è certo raggiungibile facilmente.
«La Romana Sud è assolutamente insufficiente a sostenere il traffico tra la nostra città, il capoluogo e ad esempio lo scalo merci di Marzaglia. Bisogna trovare al più presto delle soluzioni».
E la linea ferroviaria? Nei Paesi più evoluti molta merce viaggia su rotaia.
«Il problema della nostra linea sono i mezzi obsoleti. In ogni caso però non è rinviabile la realizzazione di un collegamento stradale adeguato con il capoluogo di provincia».
Torniamo a Carpi: noi dentro questi “territori protagonisti” che ruolo giochiamo?
«La qualità dei servizi e della vita nella nostra città sono ancora alti. Il mio obiettivo è giocare anche questa carta per attirare aziende nel territorio. Dobbiamo creare occupazione e bisogna lavorare al fine di proporci come un’area di primo livello per nuovi insediamenti. Poi da parte nostra utilizzeremo leve fiscali e urbanistiche per convincere gli imprenditori a trasferirsi da noi. Carpi può essere considerato come un “brand”, un marchio che ha la sua riconoscibilità nel mondo dell’economia: dobbiamo saper sfruttare anche questo aspetto».
Intanto però l’occupazione resta un miraggio per tanti, come dimostra il boom di domande per avere accesso ai Fondi Anticrisi. E con il calo delle imposte anche il welfare locale è a rischio.
«Bisogna rimodulare i servizi e pensare soprattutto ai problemi che ci troveremo presto di fronte quando aumenterà ulteriormente la popolazione anziana. Questo significa ad esempio il “care residence” che andremo presto a realizzare nella zona dell’ex Cappuccina».
Altri progetti per far quadrare i conti in un contesto di ridotti trasferimenti statali?
«C’è il tema della sede municipale unica. Quindi stop al pagamento di affitti e via libera a eventuali vendite di immobili municipali sottoutilizzati. Poi penso a un centro unico per la promozione della città. Stop ai compartimenti stagni: i settori del commercio, della produzione e della cultura devono dialogare in operazioni sinergiche. Nulla a che fare, dunque, con una maxi proloco».
Parliamo un po’ di ecologia: non crede che i blocchi del traffico, così come sono concepiti ora, servano a poco? Il sito dell’Agenzia per l’Ambiente ha registrato degli sforamenti del limite delle PM10 anche nei giorni scorsi.
«La nostra città aderisce al piano regionale per l’Ambiente. Detto questo è inutile pensare di risolvere il problema dell’inquinamento atmosferico senza coinvolgere attivamente tutti i cittadini. Anche se il problema è complesso, tutti noi, per quanto riguarda gli scarichi delle auto, dovremmo riconsiderare le nostre abitudini». E su questo tema si inserisce l’assessore Stefania Gasparini: «Purtroppo in città - commenta - sono in tanti a usare l’auto anche solo per brevissimi spostamenti, addirittura di poche centinaia di metri. La nostra amministrazione sta tentando di agire su questi comportamenti ad esempio con il “Car Schooling”: i genitori, a turno, portano più ragazzi a scuola. L’iniziativa è partita da poco, ma pensiamo potrà avere un certo successo, complice anche la necessità da parte delle famiglie di spendere meno soldi in benzina».
Assessore, la scuola come ambiente in cui si fa davvero l’integrazione. È vero anche a Carpi?
«Assolutamente sì. Anche nelle scuole del centro dove i ragazzi di origine straniera sono percentualmente più presenti nelle classi. Poi non dimentichiamo che chiamiamo stranieri anche certi ragazzi nati e cresciuti a Carpi...».
Forse a scuola non ci sono attriti tra locali e extracomunitari, però in certi quartieri le tensioni non mancano.
«Cito - e riprende a parlare il sindaco - il caso del “Biscione”, dove in passato si sono verificati episodi di illegalità. Adesso, con l’aiuto delle forze dell’ordine, abbiamo riportato la situazione sotto controllo: abbiamo murato i garage e chiuso gli appartamenti inagibili».
La popolazione straniera, circa 10mila persone su 70mila residenti, occupano spesso alloggi fatiscenti e problematici. Non crede che l’attuale Prg possa in un qualche modo produrre nel tempo effetti di ghettizzazione? Chi può permetterselo abita nei nuovi quartieri, gli altri in immobili di basso livello.
«Con il nuovo Piano Strutturale Comunale che andremo a definire, rischi simili non ne vedo. Tra l’altro il Psc sarà discusso assieme ai Comuni dell’Unione, ad esclusione di Campogalliano che ha già provveduto autonomamente, e di conseguenza sarà un risultato armonico per tutto il territorio».
Sempre più aspetti locali vengono coordinati a livello di Unione: a quando il Comune unico?
«Non sarò certo io a deciderlo. Dovranno essere anche i cittadini a dire la loro, magari attraverso un referendum popolare».
Come vede la nostra città tra dieci, quindici anni?
«Carpi sarà una città “resiliente” e “sociale”, capace cioè di reagire in modo positivo alle sfide. Poi la vedo meno sprecona e sinergica, capace di giocare un ruolo importante nell’area vasta».
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