Ecco il progetto che ha dato voce ai cittadini
In scena gli esiti dei laboratori condotti da Claudio Longhi a Finale Emilia, Mirandola e San Felice sul Panaro
Il teatro racconta storie, costruisce atmosfere, ricostruisce rapporti che la frenesia e la solitudine tende a frantumare. Cosa accade se alcuni paesi della Bassa prendono come esempio questo modus operandi per ricostruire parte delle certezze crollate con il terremoto del 2012?
“Raccontare il territorio” è un progetto di alta formazione teatrale da cui è partita l'iniziativa. Il lavoro iniziato un anno fa è stato condotto dal regista e professore bolognese Claudio Longhi assieme al collaudato gruppo di interpreti già protagonista de “Il Ratto d'Europa” due anni fa. Il loro obiettivo è dimostrare che ritessere le relazioni sociali dopo il sisma è possibile, e il teatro può essere l'elemento catalizzatore, il mezzo in grado di coinvolgere autorità e cittadini in un processo di presenza costante sul territorio a partire da un fitto calendario di appuntamenti aperti al pubblico.
Il lavoro coinvolge giovani attori, registi e drammaturghi che prendono parte a un'idea di “teatro partecipato” condotto con gli abitanti di Finale Emilia, San Felice sul Panaro e Mirandola. Il progetto ha portato alla creazione di tre spettacoli intitolati “POLISaccaridi”, “S.I.L.O.S.” e “Mirandolandia”, presentati ieri sera per la prima volta e in replica anche stasera.
“POLISaccaridi” andrà in scena alle ore 18.30 nella Biblioteca Comunale di Finale. È uno spettacolo itinerante che rivela, con la leggerezza della favole, gli sconvolgimenti di Finale Emilia, colpita prima dalla chiusura dello zuccherificio e poi dal sisma. Nei panni di surreali “oompa-loompa”, figure create dallo scrittore Roald Dahl, i cittadini di Glucosia sono chiamati a reagire insieme per cambiare il predetto e triste finale della zuccherosa città. “S.I.L.O.S.”, invece, è la storia dell'antico molino di San Felice raccontato attraverso ricordi, a partire da frammenti rinvenuti nella sala di stoccaggio dell'antico stabile. “Se Il Lavoro Osasse Scomparire” (titolo esteso dell'opera) si svolge nel tempo lento e regolare di un campo di grano; si narrano gli aneddoti di fatiche vissute a lavoro, tra semine, mietiture e macinazione del grano in un'unica e condivisa narrazione. La messa in scena è al Molino Ariani di San Felice sul Panaro alle ore 16.
“Mirandolandia” è un paese che prende vita dalle esigenze dei cittadini, appartenenti a diverse generazioni. “Storie di lavoro pane e nebbia”, sottotitolo dell'opera, racchiude le possibilità che un paese ha per raccontare di sé e mostrarsi in ogni sua peculiarità durante la parata di una festa “strapaesana”. Musicanti di strada, maschere grottesche, ragazzi di provincia vestiti a lustro si mostrano nelle strade dei corridoi della Galleria del Popolo di Mirandola in un tempo in bilico tra il sogno e la realtà. L'inizio della performance è prevista alle ore 21. Per tutti e tre gli spettacoli l'ingresso è gratuito, pertanto è preferibile prenotare in anticipo (tel. 059/2136021).
L'intera iniziativa, che comprende anche le prove aperte intermedie a cui si è assistito durante tutto l'anno, ha lo scopo di mettersi in ascolto e in dialogo con il territorio in un processo di collaborazione e confluenza delle arti con la polis, intesa proprio come partecipazione attiva degli abitanti nella città. Le drammaturgie originali di tutti questi progetti nascono sempre da un lavoro col pubblico e il territorio; gli spettacoli non sono opere chiuse, ma incontri di opinioni formate ancora una volta dai diversi punti di vista di coloro che la società provano a costruirla tutti i giorni.
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