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Le Albe di Martinelli e Montanari: un teatro che piange e che ride

di Alessandra Corsini

Un “teatro di carne”, un teatro per la polis. Da questi concetti parte il Teatro delle Albe, compagnia che ha sede al Teatro Rasi di Ravenna e ha aperto VIE con il progetto della non-scuola, “Corri...

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Un “teatro di carne”, un teatro per la polis. Da questi concetti parte il Teatro delle Albe, compagnia che ha sede al Teatro Rasi di Ravenna e ha aperto VIE con il progetto della non-scuola, “Corri Pinocchio” di Alessandro Argnani, e lo conclude con “Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi” in replica stasera (ore 20.30) al Teatro Herberia di Rubiera. La nuova produzione racconta la vita di una donna, interpretata da Ermanna Montanari, costretta agli arresti domiciliari a causa della dittatura birmana e insignita del Nobel per la pace nel 1991.

Il drammaturgo Marco Martinelli vuole esaltare la vita, analizzare le sfaccettature e la complessità del mondo ritenendo che la polis, intesa come comunità, sia la vera essenza del teatro. Le Albe ci mostrano le ferite dei corpi celate dalle maschere della nostra società, l'attore è fatto di carne e, in quanto tale, si fa mondo. Delle piaghe, queste, che non ostentano solo la sofferenza del corpo scenico ma svelano anche quello che lo fa gioire. Si tratta dunque di una “messa in vita”, come ama definirla il regista che ci spiega la sua poetica dicendo: “Questo è il teatro, lo era per Aristofane, lo è per noi oggi, siamo ancora questa carne che piange e che ride”.

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