Per Expo e strade si sfrutta il tesoretto Farmacie Comunali
Per capire quanto la situazione sia seria, basterà aspettare i prossimi giorni, quando si materializzerà una operazione che non ha precedenti per il Comune di Modena: per avere soldi liquidi per...
Per capire quanto la situazione sia seria, basterà aspettare i prossimi giorni, quando si materializzerà una operazione che non ha precedenti per il Comune di Modena: per avere soldi liquidi per chiudere in ordine il bilancio 2014 e coprire le spese già preventivate, si ricorrerà agli accantonamenti dei dividendi derivati da una delle società partecipate, le Farmacie Comunali.
Michele Andreana (foto), ex consigliere comunale e nominato da Pighi alla presidenza della società, ha già incontrato il gruppo Pd spiegando insieme al sindaco Muzzarelli quella che potrebbe essere la manovra che arriverà in commissione nei prossimi giorni: versare nelle casse del Comune 2,5 milioni di euro derivati, appunto, dai dividendi delle quote di Farmacie, per andare a finanziare le attività legate all’expo (500mila euro) e la manutenzione stradale e del verde per i restanti due milioni. Non è certamente la carta della disperazione, ma quando si vanno a toccare i pochi gioielli di famiglia rimasti, certo è che il livello di guardia si è superato.
Farmacie Comunali di Modena S.p.A. (o anche FCM S.p.A.) è la società che si occupa della gestione delle farmacie di cui è titolare il Comune di Modena (attualmente 13). La società è stata costituita nell'ottobre 2001 fra il Comune di Modena (che fino ad allora gestiva il servizio in modo diretto) e i farmacisti dipendenti. Nei mesi successivi una quota del capitale della società è stata ceduta ad un partner industriale ed una ulteriore quota ai cittadini modenesi, ai dipendenti comunali e ai farmacisti dipendenti, attraverso una offerta pubblica di vendita.
La maggioranza del capitale sociale di Farmacie Comunali rimane di proprietà del Comune di Modena, al 51 per cento, mentre il 46 per cento è di Finube spa, società riconducibile alle cooperative rosse. Il restante 3 per cento è da attribuire ad azionariato diffuso. (d.b.)
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