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«Stragi naziste, quei milioni ci spettano»

«Stragi naziste, quei milioni ci spettano»

Palagano. L’avvocato Speranzoni: «Monchio, una svolta la sentenza della Corte Costituzionale. La Germania deve pagare»

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PALAGANO. «Quegli 11 milioni di euro ci spettano, nel nostro paese la Germania non può più far valere la propria immunità di fronte alla richiesta di risarcimento dei familiari delle vittime delle stragi naziste; e i risarcimenti già stabiliti con sentenza devono quindi essere soddisfatti»: l’avvocato Andrea Speranzoni commenta così la conclusione cui è giunta la Corte Costituzionale. La sentenza è stata accolta con grande soddisfazione da chi per decenni si è battuto per avere giustizia. Si riapre quindi la questione dei risarcimenti che i giudici militari hanno destinato ai familiari delle vittime della strage di Monchio, Savoniero, Susano e Costrignano. La sentenza della Corte recita che «il principio dell’immunità degli Stati dalla giurisdizione civile degli altri Stati, generalmente riconosciuto nel diritto internazionale, non opera nel nostro ordinamento qualora riguardi comportamenti illegittimi di uno Stato quantificabili e qualificati come crimini di guerra e contro l’umanità, lesivi di diritti inviolabili della persona e garantiti dalla Costituzione». Un pronunciamento che ristabilisce un principio che era stato negato dalla Corte dell’Aja. «All’udienza del prossimo 2 dicembre - prosegue Speranzoni - chiederemo anche l’applicazione della sentenza della Corte Costituzionale che fa rivivere le sentenze per le stragi nella situazione che precede il pronunciamento della Corte dell’Aja». L’udienza del 2 dicembre riguarda la posizione ancora aperta di un ufficiale nazista, Helmut Odenwald, e si terrà davanti alla Corte militare d’Appello di Roma. «La sentenza che riguarda i morti di Monchio potrà essere fatta valere su beni tedeschi in Italia; naturalmente, prima di procedere con l’esecuzione, auspichiamo un accordo politico-diplomatico che permetta di evitare certe misure. Attenderemo dunque risposte politiche e diplomatiche, ma attenderemo un tempo ragionevole che non sarà particolarmente lungo. Poi si procederà. La cosa importante è che con questa sentenza si afferma un principio di civiltà giuridica, poiché si fa prevalere il diritto delle persone sulla forza degli Stati».

«Questa sentenza sancisce un ulteriore traguardo per Palagano, per i suoi cittadini e soprattutto per i familiari e gli orfani delle vittime. Sancisce un principio che noi stiamo affermando da anni e che da anni chiediamo che venga riconosciuto anche con l’assegnazione della medaglia d'oro al valor civile al Comune di Palagano. Ciò che ci interessa non è la medaglia in sé, non sono i meri risarcimenti; ciò che ci interessa e a cui teniamo è di vedere definitivamente riconosciuto il diritto alla giustizia, il diritto a potere fare memoria da parte prima di tutto del nostro Stato, che proprio perché è nostro deve tutelarci e difendere le nostre ragione. Poi, se si riuscirà, vorremmo vedere il diritto alla giustizia riconosciuto anche da parte dell’Europa , del tribunale internazionale dell’Aja e della Germania stessa. Noi continueremo assieme ai nostri amici e concittadini onorari, Marco De Paolis e Andrea Speranzoni, a lottare perché Palagano con le sue stragi sia l'esempio che il tempo, la burocrazia e gli interessi di parte non possono fermare il conseguimento della giustizia, nemmeno dopo settant’anni».

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